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lunedì 21 maggio 2012

R.I.P. Robin Gibb

Perché con le vostre canzoni sono cresciuta, non mi hanno mai abbandonata...


grazie.


domenica 13 maggio 2012

george r.r. martin, a game of thrones, a clash of kings

diversi anni fa (quasi sette...) avevo letto la prima parte di questa saga, ovvero il primo libro della mondadori, che altro non è che la prima metà del primo libro "vero". l'avevo anche recensita qui, a caldo. poi col tempo devo dire la verità, l'impressione che mi era rimasta del libro era tutt'altro che buona: non mi era piaciuta la caratterizzazione piatta dei personaggi, e tutto sommato mi era rimasto ben poco della storia.
poi lo scorso anno dopo vari tentennamenti ho provato a guardare la neonata serie televisiva, mi è piaciuta tantissimo, e mi sono chiesta: possibile che sia meglio dei libri? mi sarebbe sembrato incredibilmente strano, perciò ho deciso quest'anno di dedicarmi nuovamente a questa saga, preferendo però, stavolta, la versione in lingua originale (cosa che ultimamente faccio spesso per godermi meglio i libri ed evitare di dimenticarmi quel poco di inglese che so).

ho riscoperto un mondo.
tanto per cominciare vergogna mondadori, che ha voluto fare questa pessima scelta di dividere i libri! se la prima lettura non mi aveva entusiasmata è stato solo ed unicamente perché non era completa. è come se avessi letto due libri diversi. però i soldi fanno gola, vero?

il primo capitolo della saga ci introduce in un mondo simile a quello del nostro medioevo, ma in cui le stagioni hanno una durata piuttosto imprevedibile (tra l'altro non è impossibile!), fuorché per la conoscenza comune che ad una lunga estate, come quella che dopo nove anni si sta avviando verso la propria conclusione, succede sempre un lungo inverno. e se l'inverno può durare anni, anche soltanto per la raccolta di provviste, è ovvio che sia un momento molto temuto. winter is coming è infatti il motto della casata stark, la più importante e influente del nord, intorno ai membri della quale ruota la maggior parte delle vicende raccontate.
in questa prima parte si imparano a conoscere alcuni dei principali personaggi, ed effettivamente è vero che all'inizio sembrano essere tutti piuttosto bidimensionali.
ogni capitolo è narrato dal punto di vista di uno di essi, e soprattutto grazie a questo espediente già con la seconda parte del primo libro si inizia ad intuire che forse non tutto è bianco o nero come sembra, e che i vari caratteri hanno più sfaccettature (ringraziando il cielo! di porcai come "i pilastri della terra" al mondo ce ne sono già troppi).
in particolar modo nel seguente "a clash of kings" questo diviene evidente. i personaggi sono dipinti meravigliosamente, più poliedrici, meno banali. io mi sono trovata addirittura ad affezionarmi a figure che trovavo odiose ed insopportabili. in questo capitolo entrano anche in gioco, seppure timidamente, nuovi elementi precedentemente soltanto accennati, e la storia si fa per forza di cose più articolata.
una delle cose che apprezzo di più è che le vicende, come i personaggi, non sono banali. non è uno sterile e insensato susseguirsi di va tutto benebenebene e poi va tutto malemalemale e poi di nuovo va tutto benebenebene e via dicendo (come ad esempio nel già citato porcaio di ken follett), il tutto è invece molto articolato e non sempre prevedibile, con dei bei colpi di scena.
è difficile, come sempre, scriverne evitando spoiler! :)
posso dire che tyrion è uno dei personaggi più riusciti che abbia mai avuto modo di conoscere in un libro, e penso che per partorire una figura del genere ci voglia una grandissima intelligenza; un plauso a martin.
e posso anche dire che, complice forse il periodo non splendido che sto passando, più vado avanti (adesso sto infatti leggendo il terzo capitolo della saga) e più fatico a staccarmi da questi libri, mi rapiscono.

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