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mercoledì 21 dicembre 2011

ai clienti cafoni

stamani un coglione (a dire il vero un gruppo di coglioni) alla radio diceva che uno dovrebbe sentirsi in diritto di entrare in un negozio, rivoltare tutto e uscire senza nemmeno prendere niente.

oggi la mia capa mi ha ufficialmente autorizzata a prendere a sberle i clienti.


vedete voi come vi conviene comportarvi.

giovedì 13 ottobre 2011

RIP Dennis Ritchie

...altro che steve jobs!
oggi se ne è andato qualcuno che realmente ha cambiato il mondo dell'informatica, e per esteso, il mondo stesso!



grazie per tutto.

giovedì 6 ottobre 2011

steve jobs

mi dispiace per la sua morte prematura, ma lungi da me santificare quest'uomo.
...anche se un merito su tutti gli va riconosciuto: quello di aver trasformato la tecnologia in fede.

lunedì 12 settembre 2011

tacchi

sono sempre più dell'idea che i tacchi, almeno qui in italia (fuori non so), più che a esaltare le gambe, servano a supplire alle loro mancanze in fatto di lunghezza, al fine di avere una figura nel complesso proporzionata.

mercoledì 31 agosto 2011

stanisław lem, vuoto assoluto

non riesco a fare a meno di sorridere all'idea di essere qui a recensire questo libro. è una sensazione buffa, e la si può comprendere o immaginare solo se si è letto vuoto assoluto.
si tratta di un'antologia di recensioni di libri mai scritti, redatte da critici mai esistiti. descritto così il libro potrebbe sembrare un mero esercizio stilistico, in realtà è un gioco più sottile e raffinato, come l'autore stesso spiega nel suo autozoilo. non mi va di dire altro, perché nonostante non ci sia una vera e propria trama, non mi piace l'idea di rovinare una lettura anticipandone le sorprese.
quel che posso dire è che le varie recensioni sono decisamente gustose. alcune profondamente ironiche, altre affascinanti e intricate, molte incredibilmente fantasiose, tutte nel complesso interessanti, per un motivo o per un altro.
è una lettura che non posso fare a meno di consigliare, soprattutto ai palati più fini.

giovedì 28 luglio 2011

carlos ruiz zafón, l'ombra del vento

daniel sempere è figlio di un libraio di barcellona, il quale nel 1945 porta il bambino a visitare un luogo che sembra uscito fuori da una fiaba, in cui il protagonista verrà in possesso di un libro che segnerà la sua vita in maniera indelebile. venendo a sapere che l'autore è praticamente sconosciuto, deciderà di mettersi sulle sue tracce, scoprendo piano piano il mistero di una vita tormentata, a cui tra l'altro, col tempo, la propria somiglierà sempre di più.
si tratta di un romanzo di sapore classico, ottocentesco, in cui si intrecciano delicatezza e crudezza, realismo e una punta di incredibile (che personalmente non ho apprezzato); ben scritto, molto scorrevole, godibile.
tuttavia la storia in sé mi ha lasciato poco, sia perché non racconta realmente niente di nuovo, sia perché alcune parti mi sono sembrate delle forzature, sia perché quello che dovrebbe essere il "colpo di scena" è troppo prevedibile... e infine perché come si può capire dalle mie altre recensioni, non è propriamente il mio genere di romanzo.
notevole la caratterizzazione dei personaggi secondari — sebbene sia raccontato in prima persona non posso dire lo stesso per il protagonista — anche se in certe occasioni questi rischiano di diventare macchiette.
è comunque una lettura piacevolissima, che trasporta e coinvolge, non posso dire che non mi sia piaciuto.
di seguito qualche estratto.

valerio evangelisti, il mistero dell'inquisitore eymerich

tre epoche diverse, collegate dal sottile filo di una verità che nessuno vuole accettare: così potrebbe essere riassunto, in poche parole, questo libro. è una fanta-storia di fanta-scienza, nel senso stretto del termine.
devo dire che mi ha colpita molto: è molto ben strutturato, scritto benissimo, e bisogna ammettere che la figura di eymerich è meravigliosa! un uomo di intelligenza acuta, tormentato da fobie e paranoia, freddamente spietato. sapientemente descritte sono anche le atmosfere delle tre epoche e luoghi.
ottima lettura!

PS: la copertina dell'edizione urania col libro non c'entra un cazzo!

martedì 26 luglio 2011

grazia valci, che ha detto il gatto? dizionario ragionato gattese-italiano


è ovviamente impossibile un vero e proprio dizionario della lingua dei gatti, sia per la ovvia difficoltà di mettere in forma scritta suoni particolari, sia perché non ci si può basare unicamente sulla propria esperienza con tre gatti, come mi sembra faccia l'autrice a dispetto di quanto scritto nella prefazione (o in quarta di copertina, non ricordo bene), in cui si legge di un numeroso quantitativo di testimonianze; in questo caso è più che altro un pretesto per un piacevole libricino sui nostri amati felini. va letto secondo me con cognizione di causa: è palese la passione di chi scrive per questi animali, ed è evidente che c'è un minimo di informazione dietro, la pecca secondo me è che proprio di un "minimo" si tratta. per quelle che sono le mie conoscenze, che comunque non sono quelle di un etologo o di un veterinario, ma semplicemente quelle di una che legge, ci sono diversi errori.
in definitiva, è un volumetto piacevole, ma da prendere per quello che è: un'esternazione di amore per i gatti, con poche pretese.

sto invecchiando?

negli ultimi giorni mi è capitato di rivedere certi luoghi che in un modo o nell'altro mi sono appartenuti, e di provare un forte sentimento, quasi di nostalgia, anche per quelli a cui in realtà associo ricordi non sempre positivi.
forse ho lasciato un pezzo di me in quei posti, ed è per questo che mi fanno un certo effetto.
parte di me vorrebbe tornarci, ricostruire quelle situazioni, quelle atmosfere, quelle età, e si dispera perché è una cosa impossibile da realizzare.
forse sì, lasciamo parte di noi in certi luoghi, e quel sentimento di nostalgia non è tanto per i luoghi in sé, quanto per quel pezzo di anima e di vita che è rimasto lì e che non sarà più nostro.
non pensavo potesse fare tanto male.

mercoledì 20 luglio 2011

rick riordan, percy jackson e gli dei dell'olimpo - il ladro di fulmini

senza spoilerare troppo, il protagonista è un ragazzino che scopre di essere figlio di un dio dell'olimpo greco, che lungi dall'essere mero mito è una realtà di fatto, con le sue divinità, le sue creature mostruose, e via discorrendo.
libro veloce, poco impegnativo, senza infamia e senza lode, ma nel complesso "caruccetto". bisogna avvicinarvisi con poche aspettative, secondo me.
è raccontato in prima persona, quindi in maniera piuttosto semplice, con delle punte di ironia che o si apprezzano come tali, oppure se si vuole per forza fare gli acculturati classicisti spocchiosi con la puzza sotto al naso, lo faranno facilmente storcere. carinissima a tal proposito — secondo me! — la descrizione di ares.
va detta una cosa, però: è harry potter. uguale uguale, anche in tantissimi, troppi dettagli; praticamente ci sono anche hermione, ron e il binario 9 e ¾, in questo l'autore è un po' spudorato. comunque mi dicono che nei volumi seguenti si depotterizza e migliora anche... considerando che è una lettura veramente molto veloce, penso che darò volentieri una sfogliata anche agli altri volumi se me ne capiterà l'occasione.
di seguito qualche estratto.

martedì 19 luglio 2011

isaac asimov, the complete robot

c'è una domanda che sarebbe venuto il momento di porsi: perché mi ostino a recensire i libri di asimov, se poi scrivo sempre le stesse cosse?
è un capolavoro. ogni racconto contenuto in questo libro lo è, e lo sono anche le introduzioncine dell'autore ad ogni sezione!
ma andiamo con ordine. si tratta della raccolta di tutti i suoi racconti sui robot, divisi in 7 gruppi, ovvero: some non-human robots, some immobile robots, some metallic robots, some humanoid robots, powell and donovan, susan calvin, two climaxes.
intriganti, commoventi, e tutti con almeno una briciola, se non un'esplosione, di puro genio. spiccano in particolar modo quelli in cui è presente susan calvin, uno dei suoi personaggi più riusciti.


he had never thought of himself as the hero type. then why? partly, of course, there was the threat of mercury prison. partly it was the awful reluctance to appear a coward in the eyes of those who knew him, that deeper cowardice that was behind half the bravery in the world.

«it is a difficult choice sometimes whether to feel revolted at the male sex or merely to dismiss them as contemptible.»

l'assenza di stress è meglio di un'estetista.

dopo 12 giorni col mio amore, posso dire con certezza una cosa: la pace fa bene alla pelle. rughe attenuate, discromie scomparse, e neanche un bollicino.
voglio vivere sempre così!

lunedì 27 giugno 2011

un'emozione unica

ieri per la prima volta in vita mia (dopo le elementari, s'intende) sono salita su di un palco e davanti a tantissima gente ho cantato!
dopo un mese di ansie, paure, paranoie di ogni genere e tipo, finalmente il momento è arrivato e... ce l'ho fatta!
ancora mi sembra incredibile!
ma sono così felice, così fiera di me stessa, che non mi sembra vero!
non so come sono andata, chi mi è più vicino mi ha fatto i complimenti e ne sono felice, ma per me il traguardo più grande e importante è stato proprio quello del palco! da sola (in realtà avevo gente dietro ma non me ne ero accorta ^^'), al keller, che non è proprio un circoletto arci del cavolo, davanti a tantissima gente... ce l'ho fatta! sono rimasta in piedi, ho cantato il mio pezzo, su di una base neanche fantastica, senza fare errori grossolani, a diritto! e poi ho ritirato i miei due splendidi attestati della voice academy!
le soddisfazioni più grandi sono state gli abbracci del mio amore subito dopo, l'espressione felice sul volto del mio maestro, i suoi complimenti e i sorrisi incoraggianti dei miei amici (pochi, perché non avevo detto niente a nessuno :P) sotto al palco!
è stato un momento veramente speciale, perché sono scesa a patti con le mie paure e ho superato un ostacolo che mi sembrava insormontabile, ho fatto qualcosa che credevo per me fosse impossibile.

quella di ieri è stata una serata che non dimenticherò.

lunedì 13 giugno 2011

referendum: il trionfo delle pecore.

complimenti vivissimi agli italiani per aver dimostrato ancora una volta di non esser capaci di pensare col proprio cervello, e aver dato l'ennesima prova della fallacia della democrazia come forma di governo.

domenica 12 giugno 2011

già che ci siamo...

già che siamo a parlare di sogni, qualche notte fa sono abbastanza sicura di aver sognato mia nonna. non ricordo praticamente niente del sogno, però ultimamente penso spesso a lei.
ricordo i suoi sorrisi, il suo magnifico portamento e le sue splendide gambe. ricordo i suoi vestiti colorati, i grandi riccioli grigi sulla sua testa...
ricordo i pomeriggi a casina di legno, quando tutto era ancora bello.
la guerra di mio nonno alle formiche, io e mio fratello a fare i cretini con la sistola in giardino, le passeggiate per raccogliere le more, "tagliare l'erba" con i bastoncini, la gioia del vedere piccoli funghi spuntare frai trifogli dopo la pioggia, le chiocciole che si ammassavano sui paletti del lungomare e che ogni tanto prendevo e portavo a casa; ricordo il mercato del mercoledì e la raccolta dei pinoli che poi schiacciavamo coi sassi sullo scalino davanti all'uscio di casa. il gatto grigio che veniva da noi ma non si faceva toccare, micia, i cani dei tabarani e i loro cuccioli, e poi le tre tartarughe, le galline, tappo e mosè, le lucciole in tutto il giardino, la prima volta che ho visto un gattino di pochi giorni, la quantità assurda di lucertole: ancora oggi, a tanti anni di distanza, ogni volta che vedo una lucertola mi ricordo di quei pomeriggi.
ricordo le pesche sciroppate, la pomarola che faceva la nonna e il vitel tonné della mamma, i due televisori che prendevano pochi canali e male (uno ancora in bianco e nero), la morte del cigno in cui mi esibivo per il piacere della nonna, sandokan dopo cena, io e mio fratello che imitavamo le cose che erano in televisione.
poi ci sono stati i miei 12 anni, ed è finito tutto.
poco tempo dopo la nonna se n'è andata.
ultimamente penso spesso a questi ricordi. sono un tesoro che non so come né con chi condividere, e più in là si va col tempo, più saranno una cosa solo mia, che scomparirà con me. non riesco a fare a meno di pensare a quanto sia un peccato che questa ricchezza vada persa. tuttavia è anche vero tutto questo ha valore solo ed unicamente per me e, per adesso, pochissime altre persone.
e che peccato è che tutto questo sia finito. che peccato che qualcosa di così bello non sia più nella mia vita.

mercoledì 8 giugno 2011

b-dream

ho fatto un sogno stranissimo, stanotte. era una specie di film horror, o almeno la struttura era quella.
diciamo più un horror b-movie anni '80.
la protagonista era con i figli in una specie di stabilimento termale / spa / villaggio turistico costruito intorno ad una particolare formazione salina che si riversava in un mare abbastanza putrido.
una tizia asiatica che era lì da prima di noi, mentre osservavamo questa formazione, mi diceva (in quel momento ero la bambina della protagonista) di stare attenta a non farmi toccare dall'acqua, e mi faceva vedere che dall'altra parte di questa formazione c'era una spiaggia e lì l'acqua era pulita. intanto i suoi figli giocavano sulla formazione, come fosse una specie di scivolo, ma senza arrivare fino in fondo, dove c'era l'acqua sporca.
però mi era già arrivato uno schizzo di quell'acqua su una guancia. mi pulivo.
villaggio e persone erano molto accoglienti, ma dopo un po' addentrandomi (come madre) in un edificio venivo a scoprire che un gruppo di persone lì stava portando avanti un qualche strano genere di esperimento scientifico. non ero entrata nella stanza, ma dalla porta colava una specie di melmina verde, esattamente come quella della foto. era importante che non venisse a contatto con la pelle, io ero a piedi nudi, perciò feci in modo di coprine un po' la pianta con dei lembi di pantalone mentre camminavo, e mi allontanai.
l'esperimento (chiaramente) andò storto, la roba verde cominciava a spuntare fuori un po' ovunque, ed ebbi la certezza del pericolo quando vidi un'altra ospite del villaggio, vicino alla stanza dell'esperimento, che correva a nascondersi: la inseguii e trovai, piangeva, le chiesi cosa fosse successo là dentro. non ricordo la risposta, ma la scena era quella drammatica tipica da film: la tizia risponde urlando / piangendo e mentre si gira verso di te noti che ha un coltello infilato nel collo e beh! non dovrebbe essere in grado di parlare, né tanto meno dovrebbe essere viva.

italiani, popolo di merda.

sono intrattabile in questo periodo. basta niente per farmi scattare, se vedo qualcosa che mi irrita non riesco a stare zitta e lasciar correre... e la colpa è degli italiani, fantastico.
sembra surreale, ma è così: con sta storia del referendum hanno talmente rotto il cazzo, hanno dimostrato a suon di insulti e minacce una tale ignoranza e stupidità, che trabocco di schifo.

gente di merda, pecoroni ignobili che usano il cervello come fermaporta, hanno una sola idea, quella che gli viene inculcata, e la difendono a spada tratta — anche se di fatto non gliela stai attaccando — perché si sentono grandi paladini della giustizia ("giustizia" nel senso di "ciò che è giusto", che pensano sia scontato ed evidente, ma che comunque pretendono di sapere solo loro), della verità e della libertà. soprattutto della libertà, salvo poi mettere a tacere in malo modo qualsiasi voce che risuoni minimamente fuori dal loro (belante) coro.
e danno mai qualche spiegazione? no, chiaramente, la loro è una verità talmente palese che essi stessi non sentono il bisogno di porsi qualche interrogativo. e questo è notoriamente un comportamento proprio delle persone mature.

a me tutto questo provoca un profondo schifo.
non vedo l'ora di potermene andare da questo paese. non ne posso più di questo popolo di merda che sono gli italiani.

giovedì 2 giugno 2011

referendum per l'acqua? ma vi siete informati?

tanto per iniziare, vi invito a leggere un articolo che fa chiarezza sia sull'attuale situazione italiana, sia sull'oggetto dei due quesiti del referendum; così, anche solo per il gusto di mettere in moto due neuroni, avete l'occasione di farvi un'idea personale, uguale o meno che sia a quella che vi viene sbraitata in faccia da chiunque (mi riferisco agli onnipresenti "vai a votare e vota sì" di cui si riempiono le bocche gli stessi che fanno sempre un gran parlare di libertà di opinione).
l'articolo si trova qui, se ci dovessero essere problemi di visualizzazione, il pdf può essere scaricato da questo indirizzo.

infine, mi permetto di fare una considerazione personale: ma avete una vaga idea di quanta cazzo di acqua sprecate ogni giorno? e ammesso e non concesso (rimando al link di poc'anzi) che ci possa essere un aumento del prezzo dell'acqua... sarebbe poi un male tanto grave? forzerebbe tutti a cercare di risparmiare acqua e arginare gli sprechi, in pratica ad un consumo più responsabile, e considerando che l'acqua è un bene preziosissimo, sarebbe poi un gran male? qua in italia ne abbiamo tanta e la diamo per scontata, ma è una risorsa limitata e a rischio.
potete leggere qui e nei link in fondo all'articolo per capire di cosa sto parlando, se ancora non lo sapete.
pur essendo disoccupata e con un po' di problemi economici mi sento di dire che — secondo me — un rincaro delle bollette dell'acqua potrebbe essere addirittura auspicabile.

avanti, ora datemi pure di ambientalista del cazzo come vi piace sempre tanto fare.
idioti.

mercoledì 1 giugno 2011

politica e referendum

riporto qui quello che ho già scritto altrove, sempre nell'illusione che a qualcuno possa finalmente entrare in testa:

SCARTAVETRARE I COGLIONI NON SIGNIFICA FARE INFORMAZIONE, SIGNIFICA SCARTAVETRARE I COGLIONI.

cose che mi piacciono

come promesso, la mia lista, in ordine severamente accasacciuale.

mi piace la dido, mi piace che sia una gatta chiacchierona e mi piace il fatto che non sia un gatto-vacca (anche se in realtà mi piacciono pure quelli), anche se preferirei che non attentasse continuamente alla vita dell'òmo e dei miei amici;
cantare;
la musica;
conoscere, imparare;
fabi, mi piace stare abbracciata a lui, mi piace la sua pelle;
creare;
le cose colorate;
mimì e virgola;
mimì e virgola che vengono a chiedere amore la mattina appena mi sveglio;
vestirmi di un colore solo per la pigrizia di non dover stare a cercare accostamenti;
l'arancione;
ubuntu perché funziona da 10 ed è gratuito;
customizzare tutto il customizzabile;
la montagna;
le pietre, le rocce, i sassi;
i cosmetici eco-bio, che fanno bene, costano il giusto e non inquinano;
il trucco come cosa creativa;
imparare come si fanno le cose, poter poi dire "lo so fare anche io";
gli alberi, l'erba;
dr who!
la fantascienza in generale;
la cioccolata e le cose porcocioccolatose;
il fritto ma soprattutto
L'UNTOH;
scoppiettare la plastica da imballaggio;
gli ombretti mat;
pile di libri da leggere;
i fumetti (quelli veri, non i manga);
disegnare;
gli acquerelli e la china;
i rari periodi in cui non fa né troppo freddo, né, soprattutto, troppo caldo;
stare nell'acqua;
passeggiare;
armadi e mobili capienti;
arredamento minimalista;
poppecculi (e pancyni);
le donne fatte a forma di donna e non di asse da stiro (ovvero: col vitino e i fianchi!);
le zampyne dei gatti!;
i gechi;
la norcina di fabi;
le serate con alcol a fiumi, musica dal vivo, canzoni a squarciagola e risate (a trovarne...);
la spiaggia di notte;
la neve;
la luce arancione del tramonto, che rende tutto incredibilmente più bello;
la raccomandata;
ricevere pacchetti;
i dadi, colorati, sbrilluccicosi, e tanti!
quella sensazioneche si ha durante i periodi di vacanza, quando stai sdraiato a grattarti senza complessi di colpa perché, di fatto, non hai un cazzo da fare... e te lo godi!
rompere le palle alla dido mentre dorme, perché è rincoglionitissima e diventa tutta un cuoricino;
gli stivali;
gli stivali coi tacchi;
rossetti e gloss molto scuri, anche se poi mi vergogno a portarli;
gli wolverine e i votum;
le mandorle;
giocare di ruolo;
lo spam mentre si gioca;
gli abba;
i cuscinetti delle zampine dei gatti... soprattutto quando sono calduccini!
il mio cheesecake alle fragole: è inutile, mi viene veramente bene!
le nutelle tarocche, infinitamente più buone di quella ferrero;
le lingue straniere;
il mio maestro;
le patate;
la primavera;
la teNNologia;
le lunghe chiacchierate con fabi;
"linguina";
il dito nel "bellochino" (no, non è una cosa porno);
trombare (questa sì);
il rispetto;
la libertà;
guardare la dido;
dormire con lei;
dormire con lui;
dormire!
le chiacchiere sussurrate sotto le stelle;
il contrasto che fa la dido con il piumino azzurro del letto;
tricia helfer;
le olive;
ballare come una scema quando nessuno mi vede

...e mi riservo di aggiungere altre cose in seguito. è troppo tempo che questo post è chiuso nelle bozze, diamogli aria!

venerdì 27 maggio 2011

la gente mi infastidisce.

la mia prof di tutto del ginnasio odiava sentir parlare de "la gente", e ogni volta che uso questa locuzione mi viene in mente quanto ci si incazzava. tocca riconoscere che tutti i torti non li aveva, però a volte tocca generalizzare.

tipo in questo caso. ovvio che ci siano delle eccezioni, ci sono persone che non mi infastidiscono (ed anche per questo le chiamo "persone" e non "gente"); però, in generale, la gente in toto mi infastidisce. perché ci sono atteggiamenti che sono comuni al 99% della popolazione umana, e perché quasi tutti, sempre, finiscono per dire o fare qualcosa che mi infastidisce.

i politicamente un po' troppo impegnati (che poi sarà, ma sono tutti di una sola parte, almeno quelli che conosco io) sono i più irritanti.

poi ci sono tutti gli altri.

sarò sbagliata io, boh.
non lo so e non mi interessa, fatto sta che per me è legge il "vivi e lascia vivere" non nel senso di chiudere gli occhi su quello che fa il prossimo, fregarsene, ma nel senso di "non mi mi frantumare i coglioni, che io non li frantumo a te".

poi, come dicevo poco fa ad un amico, ho la segreta e intima speranza che quando la gente rompe i coglioni e io invece di fregarmene, o incassare, o trovare mezzi per non doverne più sentire, mi metto lì e dico "avete rotto il cazzo", la gente ascolti e capisca che ha rotto il cazzo.
e pensare che c'è pure chi mi crede pessimista!

giovedì 12 maggio 2011

il nido della gazza

finalmente ce l'ho fatta: sono riuscita a far partire il mio piccolo progetto!
si tratta del caro vecchio nido della gazza, che fino ad una decina di giorni fa era semplicemente il blog in cui mostravo i miei lavori di artigianato; il blog esiste ancora, ma adesso ci sono anche anche il negozio ebay e una pagina dedicata su facebook.
sono un po' in ansia per come andrà, anche perché fino ad ora non ho mai proposto oggetti che rispondano alle mode più diffuse, e vorrei continuare a creare secondo il mio gusto.
insomma, incrociamo le dita!

domenica 17 aprile 2011

il concerto

film del 2009, diretto da radu mihaileanu, parla dell'ossessione di andreï filipov, ex direttore dell'orchestra del bloshoi, per il concerto per violino e orchestra op.35 di tchaikovsky: la sua carriera era infatti stata interrotta proprio a metà di quel concerto, poiché filipov si era rifiutato di espellere dalla sua orchestra i musicisti ebrei. continua a lavorare al bolshoi, ma sta lì come uomo delle pulizie.
per puro caso viene in possesso di un invito per l'attuale orchestra del bolshoi allo châtelet di parigi; decide così di riunire i suoi vecchi amici musicisti, ridotti come lui ad umili lavori, ed andare a parigi al posto dell'orchestra ufficiale, per poter finalmente suonare quel concerto. non è solo questo il suo intento, difatti dietro la scelta della violinista per la parte solista c'è una storia tenuta nascosta per tanti anni, che dovrà venire fuori.
per più o meno 3/4 (mi pare!) sembra che questo concerto sia un'impresa impossibile, e il film è una commediòla col retrogusto amaro dell'oppressione sovietica e con — per i miei gusti — troppi cliché. l'ultimo quarto del film, in cui finalmente filipov dirige il concerto di tchaikovsky e la storia della violinista, anne marie, viene svelata, è il vero capolavoro.
non si può mettere in dubbio che la grandezza di quest'ultima porzione del film sia imputabile in buona parte alla bellezza del concerto stesso, ma va anche detto che esso viene arricchito di una enorme carica emotiva dalle storie raccontate in precedenza.
insomma, non è il mio genere, ma tutto sommato mi è piaciuto.
l'unica cosa di cui mi pento veramente è di averlo visto in italiano: il doppiaggio è vergognoso. è vero che è una commedia, ma doppiare i russi con quella calata caricaturale (sì, parlano esattamente come nelle barzellette) rende il tutto soltanto grottesco e squallido.

martedì 12 aprile 2011

black swan - il cigno nero (contiene spoiler)

da dove iniziare a parlare di questo film? diciamo che di base avrei avuto tutti i motivi del mondo per non andare a vederlo: quasi tutti personali, accompagnati da un discreto odio per natalie portman. però è di aronofsky, e ultimamente avevo giusto deciso che è uno dei miei registi preferiti.
mi spiego: recentemente avevo visto, ed amato, the wrestler; non molto tempo prima requiem for a dream, che mi era stato sconsigliato (qualcosa tipo: «bello, ma anche se non hai mai pensato al suicidio ti ci porta») e che posso dire che sì, è un film che uccide, ma è bello-bello-bello in maniera disperata; qualche anno fa avevo visto the fountain e ne ero rimasta molto colpita, ricordo che lo avevo definito "una poesia, più che un film"; quando poi ho scoperto che erano tutti e tre dello stesso regista sono andata in estasi: tre film, tutti splendidi, tutti con gente che per un motivo o per un altro adoro (rachel weisz, hugh jackman, jennifer connelly e mickey rourke)... aronofsky sembrava voler diventare il mio regista. su imdb ho visto che oltre a quelli l'unico altro suo lungometraggio era pi, quindi l'ho cercato e ho visto anche quello: particolare, ricorda tantissimo david lynch, fuori di testa, onirico, schizzato... bello!
poi è venuto black swan. sono rimasta un po' contrariata perché stavolta nel casting non c'era nessun mio "amore"... anzi! ma alla fine il trailer mi ha convinta lo stesso ad andare a vederlo.
be', secondo me è un altro capolavoro.
la storia è quella di nina (natalie portman), che viene scelta dal direttore della propria compagnia, thomas (vincent cassel) come prima ballerina per il lago dei cigni; interpreta un perfetto cigno bianco, ma ha difficoltà a lasciar fluire la propria sensualità nella parte del cigno nero, parte che sembra più adatta ad una nuova arrivata, lily (mila kunis), con la quale nina finisce per contendersi il ruolo.

giovedì 31 marzo 2011

ho bisogno di uno studio!

...una stanza da dedicare unicamente al lavoro, con un gran tavolo rettangolare e tantissimi cassetti, mensole e ganci o stecche, comunque dei cosi a cui appendere la roba.
tanta luce naturale proveniente da sinistra e una finestra che io possa aprire senza che mezzo mondo si faccia i cazzi miei!
in tutto questo un piccolo spazio per il computer in modo da poter ascoltare un po' di musica, o qualche film o serie tv (sì, perché guardare mentre lavoro non è una cosa che posso sempre fare, quindi più che altro ascolto).
e poi ancora cassetti, ripiani, mensole e ganci!

sigh...

giovedì 24 marzo 2011

oggi spesa. due domande:

1) ma le uova hanno intenzione di venderle anche con serratura e lucchetto a combinazione? io queste nuove confezioni di plastica chiusa a caldo non riesco ad aprirle, ogni volta rischio di rompere le uova... ha senso ingabbiare roba così delicata in confezioni impossibili da aprire senza incazzarsi?

2) ma il supermercato è il nuovo "centro", dove la gente passeggia a mezzo metro all'ora, beatamente chiacchierando del più e del meno, senza fare la spesa?
donnine, tornate ad intasare il centro, per favore. date noia anche lì, ma almeno via dei calzaioli è più larga delle corsie dell'esselunga e vi posso sorpassare.

giovedì 17 marzo 2011

150° anniversario dell'unità d'italia

grande festa.
e tra quelli che sputano sul tricolore e quelli che lo sventolano oggi per poi dimenticarlo fino ai prossimi mondiali di calcio, gli italiani non perdono neanche questa occasione per dare il peggio di sé stessi.

viva l'italia? forse.
di sicuro non gli italiani.

michael ende, la storia infinita

letto in una manciata scarsa di giorni, per rimediare ad una mia "mancanza": non ho capito perché, quando ero piccola, abbia dovuto leggere libri pallosissimi e di una tristezza disarmante invece di cose di questo genere.
sì, è un libro "per bambini", ma è apprezzabilissimo anche da un adulto che abbia conservato un minimo di spirito "bambino".
la storia più o meno si sa, chi non ha visto il film? anche se va detto che quello racconta solo la prima, splendida, metà del libro. devo dire che la seconda metà del libro mi è piaciuta meno, anche se il motivo per cui questo è successo è funzionale alla storia: il protagonista diventa un ragazzetto veramente odioso! questo ovviamente, fino a poco prima della fine, in cui tutta la trama ha la sua risoluzione, come è ovvio che sia.
il modo in cui il libro stesso che si ha in mano entra a far parte della storia e contribuisce a renderla "infinita" credo sia una delle trovare più geniali di tutti i tempi.
di base comunque è la fantasia la vera protagonista del romanzo: lo ha creato, ha creato la storia e la storia dentro la storia in un gioco di scatole cinesi, e quello che insegna è il rispetto e l'amore per l'immaginazione.
leggere un libro come questo, da piccola, mi avrebbe fatto benissimo: mi avrebbe permesso di liberare la mia fantasia, invece di ingabbiarla come invece è successo. tutt'ora litigo con la realtà perché è troppo scialba, e infatti ho sentito profondamente mia questa frase:

non si era mai potuto convincere che la vita dovesse essere così grigia e indifferente, così priva di misteri e di miracoli, come tutti affermavano quando dicevano rassegnati: così è la vita!

fatelo leggere ai vostri figli al posto di, che so, quella mattonata immonda del libro cuore. vi ringrazieranno e avranno voglia di leggere ancora (per cuore potranno solo maledire voi e tutti i libri del mondo... e sarebbe difficile dar loro torto).

mercoledì 16 marzo 2011

uno mètolo

quando lavoravo al negozio non era tutto completamente nero, ogni tanto succedevano cose piacevoli, e ho avuto modo di entrare in contatto con delle belle persone. erano poche, ma oltre ai rompipalle irrispettosi, c'erano anche loro.
una era "uno mètolo".
non ho mai saputo il suo nome, però veniva spesso, e siccome mi chiedeva ogni volta "uno mètolo" (un metro) di un qualche cordino, l'avevo, dentro di me, soprannominata così. parlava italiano pochissimo, e sapeva poco anche di inglese, però alla fine ci intendevamo. era sempre gentilissima, sorridente e tanto dolce.
un giorno arrivò al negozio, mi preparai a servirla, ma in qualche modo che ora non ricordo mi disse che non era venuta a prendere niente, poi dopo aggiunse: «io domani torno giappone». mi lasciai scappare un «nooo!»: mi dispiaceva veramente. le chiesi se avesse intenzione di tornare, disse che magari un giorno sarebbe tornata, ma solo in vacanza, non per studiare. probabilmente la pregai di tornare in italia e tornare a trovarmi.
non era venuta solo per salutarmi, ma, addirittura, per portarmi un paio di pensierini: una scatolina con delle veline di carta, del genere da passare sul viso per assorbire il sebo, firmata hello kitty, e un fazzolettino, per lei «asciugamano», con su disegnate piccole bambole daruma che se non ricordo male mi disse essere «portafortuna giapponese».
dopodiché volle farsi anche delle foto insieme a me.
ovviamente rimasi impressionata da tanta dolcezza. non è che avessi fatto chissà cosa per lei, a parte, beh, il mio lavoro. forse il fatto che mi piacesse avere a che fare con lei era più evidente di quanto pensassi, non so.
la scatolina con le veline si è un po' sciupata a stare in borsa, quindi sta a casa, ma il fazzolettino l'ho sempre portato con me da quel giorno.

ora leggo le notizie dal giappone e mi chiedo come stia la mia "uno mètolo", dove abitasse, se sia ancora viva... purtroppo non lo saprò mai, ma non posso fare a meno di pensare che molto probabilmente avrebbe avuto più bisogno lei di un portafortuna, che non io.


per quel che vale, grazie per tutto ciò che mi hai dato.
un bacio...

giovedì 10 marzo 2011

richard dawkins, il gene egoista

meraviglioso! ammetto di averci messo un po' a finirlo, perché alcune parti mi sono risultate poco scorrevoli, tuttavia ho trovato questo libro una lettura illuminante!
l'autore vuole spiegare la teoria dell'evoluzione tuttavia correggendo quello che ritiene un errore, ovvero il considerare soggetto e oggetto della selezione naturale la specie, il gruppo o l'individuo, anziché il gene. si pone infatti l'obiettivo di mostrare la teoria evolutiva da questo punto di vista, quello del gene "egoista" il cui unico interesse è favorire la propria sopravvivenza, non quella dell'individuo o tantomeno della specie, che anzi possono essere al massimo considerati come "veicoli" per la sopravvivenza (tramite replicazione) del gene.
dawkins mostra così come molti fenomeni biologici apparentemente difficili da spiegare diventino di più facile comprensione se osservati da questo punto di vista.
non solo, ma è in questa opera che viene introdotto per la prima volta il concetto di meme (che, come nota lo stesso autore, si è rivelato esso stesso un ottimo meme!), e con esso apre gli occhi, volendo, anche a nuove interpretazioni della nozione stessa di vita.
tra l'altro, diverse cose di cui avevo letto nel libro di coco, tipo la teoria dei giochi, le ho trovate spiegate in maniera più comprensibile in questo libro, il che non mi ha potuto fare altro che piacere.
quanto alla forma, è per mia fortuna puramente divulgativa, comunque tutt'altro che superficiale; in generale ogni singolo paragrafo è denso di informazioni, difficilmente dawkins si perde in curiosi aneddoti - come fa ad esempio morris, ed è stato probabilmente questo, oltre a un po' di pigrizia, il motivo principale per cui mi ci è voluto più tempo del normale a finire di leggere questo libro.
bello, bello, bello.
di seguito qualche estratto.

martedì 22 febbraio 2011

4 zampe sono meglio di 2

ora è un po' che sono a letto con l'infame influenza, ho parecchio tempo libero e pochi modi in cui spenderlo.
è un periodo di merda, e sono sola.
però accanto a me in questi giorni c'è sempre la mia patatina arancione. i primi giorni mi ha fatto impazzire perché pretendeva le solite attenzioni, quando io non ero fisicamente in grado di dargliele, ora sembra quasi che abbia capito: non rompe più le scatole e mi sta sempre vicina.
o accoccolata vicino alle mie gambe, oppure al mio fianco "attalpata" tra le coperte a sonnecchiare, oppure proprio sotto insieme a me, sia che io sia sveglia, sia che io dorma.
sta qui a fare niente, oppure dorme e fa dei versini stupendi, poi ogni tanto si alza, mi viene più vicino, mi racconta le sue teorie sull'universo, fa le fusa e adora ogni carezza.
mi segue se vado in cucina, dove salta su una sedia e poi si tira su appoggiando le zampe anteriori sulla spalliera e mi fa notare che non ha l'umido nella ciotola (i croccantini sì... però vuoi mettere?), e anche qui si prende tutte le mie coccole come se non vivesse per altro.
insomma, ogni tanto mi giro e vedo questo musino splendido che mi guarda con tutto l'amore del mondo, questa creaturina che non lascia il mio fianco salvo che per cibo, cacca e pipì, e mi chiedo: ma com'è che le persone invece fanno così schifo? perché se così non fosse non sarei completamente sola, soprattutto in questo periodo.
con che coraggio questa carogna che è l'uomo si sente superiore ad esseri capaci di così tanto amore?

giovedì 10 febbraio 2011

la mia vita sessuale...

...oggi ha avuto un inaspettato picco verso l'alto: la dido mi ha leccato una tetta.

martedì 1 febbraio 2011

"sei speciale"

buffo quante volte me lo sia sentito dire.
in quanti mi hanno fatta sentire unica... poi col tempo è sempre venuto fuori che tanto unica non ero.
non ero poi così speciale. di sicuro non abbastanza per loro.
ero piccola, perdevo la testa e mi lasciavo infinocchiare.
forse è per questo che ho iniziato a chiedere, a volte anche a pretendere conferme, e ne sento un bisogno continuo.

non so se sia una cosa che voglio cambiare.

mercoledì 26 gennaio 2011

basta berlusconi

vorrei tanto che sparisse dal panorama politico italiano. mica per altro, solo per non sentirne più parlare. tanto i danni che fa lui son bravissimi a farli anche dall'altra parte, non è certo quello il problema, e non è il tema di questo post.

il problema è che non si parla d'altro.
mi riferisco più che altro a quello che succede tra la gente, sia in contesti sociali reali, che nei social network e su internet in generale.
ovviamente si sentono quasi unicamente le voci dei detrattori, che non lesinano battute che già dopo mezz'ora diventano trite, clonate da ogni bocca e ogni tastiera; gli onnipresenti sinistri antiberlusconiani, in quanto portatori della Verità Assoluta, spesso e volentieri si sentono pienamente in diritto tra l'altro di insultare e minacciare chiunque si permetta di esprimere un pensiero vagamente diverso dal loro... per poi ovviamente (con una faccia come il culo che non ha pari) lamentarsi della mancanza di libertà di parola che c'è in italia. grazie a lui, chiaramente!
se questo blog fosse più frequentato non dubito che dopo questo post gli insulti arriverebbero anche a me, ma direi che per ora posso dormire sonni tranquilli.
oddio, lo farei comunque.

ok, berlusconi va a puttane.
...
sarà l'unico?
va bene, pare che una fosse anche minorenne. cattivo (più che altro stupido) berlusconi! e comunque, di nuovo: sarà l'unico?
è vergognoso che non si sia dimesso subito, su questo niente da dire.

ma è possibile che non si debba sentir parlare altro che di questa stronzata?
va a troie... S'È CAPITO!   BASTA!
ci sono un sacco di cose decisamente più importanti di cui parlare! e se si vuole stare a scherzare, tantissimi modi di farlo senza dover sempre per forza tirare in mezzo berlusconi!
ma possibile che mi sia rotta i coglioni solo io? non è venuta a noia a nessun altro 'sta storia?
AVETE ROTTO LE PALLE!

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