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lunedì 13 dicembre 2010

vale la pena ricordarlo

stamani, dopo tantissimo tempo, ho avuto un risveglio splendido, circondata da tutto l'amore del mondo.

prego che non sia un'illusione.

giovedì 2 dicembre 2010

di corni e sillabe

in questo so per certo di non essere sola. lo so anche solo per il semplice fatto che ho appena letto i pensieri di un'altra persona che fa così, che per altro sono ciò che mi spinge adesso a scrivere.
so di non essere l'unica donna che fa dipendere il suo umore da un uomo. è una debolezza, e forse tra le mie una delle peggiori.
trovo che ci sia, per me, un profondo masochismo nel vivere una relazione. e non solo per via di quel "corno" cui ho accennato nei commenti a questo post, ma anche per il brutto vizio che ho di investirci tutto, tutta me stessa (e comunque anche con questo non ci stiamo allontanando molto dal "corno"), e perché sono perfettamente cosciente del fatto che ogni volta che non mi chiamerà, che non risponderà ad un messaggio, che mi dirà "non vengo" (...a firenze s'intende. eh sì, perché se non sono ad almeno 150km di distanza non si vogliono: troppa poca sofferenza!), ad ogni compleanno o altra festa / evento passati senza di lui, o giornata che passerà ignorandomi per i più disparati motivi, ci rimarrò malissimo. se mi sottopongo a questa tortura - perché di tortura si tratta, quando queste cose sono frequenti, e lo sono - è perché penso che per quella persona valga la pena... e se penso che valga la pena ci investo, ed ecco che il "corno" torna evidente. insomma, il proverbiale cane che si morde la coda. e ho l'impressione che lui non saprà mai quello che vuol dire, neanche se tento di spiegarglielo; mi chiedo se sia perché, semplicemente, è un uomo, se gli uomini realmente abbiano, tutti, una sensibilità completamente differente, o se sia io a scegliermeli così, o se il "corno" sia più grosso di quanto io stessa pensi. ma non sono sola, quindi forse almeno questa volta c'è qualcos'altro oltre al "corno".
ma come si fa a farne a meno? come si fa ad evitarlo? personalmente dovrei distaccarmi emotivamente del tutto dalla persona in questione, oppure mettermi il cuore in pace all'idea di non contare per lui quanto lui conta per me. la prima è una cosa che non riesco e che comunque non voglio fare, la seconda è un'idea con la quale so di poter più o meno vivere, vista la facilità con cui questo tipo di comportamenti alimenta le mie insicurezze, ma vivere male, e che certo non riesco ad accettare.
perché ci facciamo male in questa maniera? ci facciamo condizionare da poche sillabe, dalla loro assenza, da uno sguardo, da un'intonazione della voce... un "" detto svogliatamente, e bam! la giornata è da prendere e buttare al cesso. un "ci sentiamo dopo" non esaudito e possiamo dire a morfeo di non provarci neanche, stanotte. lo facciamo solo noi donne? è evitabile in qualche maniera, senza dover sacrificare altro?
forse, come penso, sono la persona meno adatta al mondo a stare in una relazione. ma che devo fare? fare finta di niente quando incontro una persona che sembra essere esattamente quello che sogno? chiudere gli occhi, andare avanti, per poi ritrovarmi sola davanti a quei tesori che sento il bisogno di condividere? rimanere col dubbio che forse quella persona avrebbe potuto avere la mente e il cuore per apprezzarli insieme a me? rimanere col dubbio che forse avrebbe potuto anche rendermi felice, di tanto in tanto (del resto è scontato che una persona finisca per farti stare male, una volta che gli hai aperto il tuo cuore)?
ha senso questo post?
bah, fanculo.
me ne vado a letto, tanto in ogni caso non frega un cazzo a nessuno.

ah, quasi dimenticavo:
morfeo, non ti disturbare stanotte; e non ti preoccupare, ho un buon libro per passare il tempo.

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