Pagine

lunedì 30 agosto 2010

cx

approfitto dell'attesa per il ritorno di quel sonno che nel giro di dieci minuti è sia arrivato che passato, per mettere nero su bianco qualche pensiero irrequieto.

io amo quell'uomo.
il tempo passato insieme a lui ha un altro sapore, un altro colore, è tempo sottratto allo stress, alla noia, al grigio.
mi piace guardarlo, mi piace osservare il modo in cui la luce scivola sulla sua pelle liscia e morbida, mi piace seguire i movimenti del suo corpo perfetto. mi piace il suo viso, mi piace guardarlo mentre dorme, che sembra dipinto; e quando sorride è talmente bello e luminoso che non posso fare a meno di sorridere a mia volta.
tra le sue braccia mi sento a casa, sono esattamente dove voglio essere e posso finalmente tuffarmi nell'inebriante profumo della sua pelle. ed è meraviglioso il modo in cui la forza, la potenza dei momenti di passione rispecchi esattamente quella dei sentimenti che ci uniscono.
è un diamante con migliaia di sfaccettature che riflettono la sua luce, una luce che splende dentro di lui e che sono felice di aver riconosciuto subito, a differenza di tante persone.
io voglio vivere con quella luce, addirittura mi fa male starle lontano.
nonostante tutto ho un po' paura dei periodi in cui non siamo insieme. da lontani, siamo stati capaci di farci tanto male, senza volerlo; ma soprattutto, nel momento in cui ci salutiamo mi sento come se fosse finita la mia ora d'aria e dovessi rientrare nella mia cella, per rimanerci fino a quando quella stella non spunta di nuovo all'orizzonte... e a volte ho paura che quella stella non debba o non voglia più tornare a splendere nella mia direzione.

sabato 14 agosto 2010

neil gaiman, nessun dove

avevo già letto nessun dove, qualche anno fa.
ma quando in libreria mi sono trovata davanti ad una copia sulla cui copertina comparivano le parole: "anche se avete già letto nessun dove, potete stare certi che non avete mai letto questa versione da me rivista e ampliata. neil gaiman", non mi sono data neanche il tempo di pensare di cercarla in inglese: presa, pagata e portata a casa.
devo ammettere che è passato diverso tempo dalla prima lettura, e onestamente non mi sembra di aver notato grossi cambiamenti. in questa edizione, della fanucci, ho notato diversi errori da parte della traduttrice: errori di grammatica, di distrazione, e secondo me anche di traduzione, concentrati soprattutto negli ultimi capitoli del libro. un vero peccato.
ad ogni modo neil gaiman e nessun dove sono riusciti a stregarmi di nuovo.
la storia è quella di un ragazzo scozzese che si trasferisce a londra, e dopo pochi anni quasi per caso scopre una londra diversa, una londra che le persone come lui non conoscono: la londra sotto, un luogo di terrore e meraviglia, popolato
dalla gente che vive ai margini, i "pazzi", quelli che le persone "normali" come richard neanche vedono per strada.
a modo suo è un libro che non si può definire altro che fantasy, ma gaiman come sempre offre qualcosa di completamente diverso e fuori da canoni e definizioni. ovviamente lo consiglio.
di seguito qualche estratto.

martedì 10 agosto 2010

una cosa che non sopporto...

...è quando magari sei girato di palle, stai male, insomma hai i cazzi tuoi e magari a chi ti chiede come stai rispondi, appunto, che ti girano ecc. anche perché probabilmente non ne vuoi neanche parlare, ma proprio non riesci a nasconderlo.
...ed ecco che il tuo interlocutore si sente in dovere di dire che è inutile incazzarsi, che te la prendi troppo, che ti fai il sangue amaro, perché lui/lei lo sa bene, perchè anche lui/lei se la prende sempre, che alla fine le cose non sono poi così male, oppure che si sistemano, o comunque se ne esce con qualche altra banalità pronunciata col fare di chi la sa lunga... quando non ha la benché minima idea di quale sia il tuo problema!
ma un bel dignitoso e rispettoso silenzio non è meglio?

domenica 8 agosto 2010

terry pratchett, men at arms

secondo romanzo del ciclo delle guardie dopo "guards! guards! guards!", devo dire che ho trovato questo libro diverso rispetto al precedente: un po' più "serioso". per quanto in diversi punti sia assolutamente geniale, parlando in termini spicci, mi ha fatto ridere meno. ha però secondo me più ritmo, la storia scorre meglio. forse, tra le altre cose, nell'altro libro pratchett aveva voluto dare più spazio alla caratterizzazione dei personaggi, che qui un po' soffre, nonostante l'arruolamento di tre nuove guardie.
quello che in un senso è il protagonista, poi, corporal carrot, mi era piaciuto di più nella versione "sempliciotta" del primo libro, forniva molti più spunti comici.
"men at arms" mi è piaciuto, non dico di no, ma un po' meno.

sometimes it's better to light a framethrower than curse the darkness.

"there's one thing that's true, at least, " he said. "you dwarfs really love gold, don't you?"
"of course we don't. don't be silly."
"well--"
"we just say that to get it into bed."

mercoledì 4 agosto 2010

i miracoli del sonno

dopo un po' che finalmente posso dormire quanto voglio - e per di più ci riesco, e dopo una settimana di relax con cx, magia magia! mi si sono dimezzate le occhiaie! strano, eh?

domenica 1 agosto 2010

di ritorno da amsterdam

dopo essere stata ad asmterdam, e per di più con una persona in grado di capirla ed apprezzarla al di là del "canne e donnine in vetrina" tipicamente da italiani, tornare qui è veramente un brutto colpo, fin da quando si mette piede nell'aereo.
cafoni, ignoranti, approssimativi, maleducati, gretti, ristretti di mentalità.
mi sento imprigionata a stare in un posto popolato quasi unicamente da persone con cui di alcune cose non posso parlare, a cui certe cose non le posso raccontare perché ho l'assoluta certezza che non verrebbero capite, né accettate, ma anzi probabilmente giudicate, rifiutate... e io verrei etichettata, ben che vada, come "quella strana" (sempre ammesso che non sia già successo in tutti questi anni).
che tristezza. che posto triste e meschino che è l'italia.

PS: lo so, siete italiani e di una persona che è stata ad amsterdam volete sapere solo una cosa, quindi ve lo dirò: sì, sono stata in un coffee shop. una volta sola, e l'esperienza mi ha fatto SCHIFO. contenti?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...