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lunedì 29 marzo 2010

taste of sand - wolverine



I'll be here, waiting for the hours to pass
Watching the days I crave slip through my hands
Caught in here, locked in while my foes raise the glass
Smiling as my empty glass fills up with sand
Wait... don't run from me...
Wait... show yourself to me...
All I am slowly dies within this cold cell
Guilty of a crime made up, the jury was me
Help... you fade from me...
Help... can you throw me the key?
Why... can't I leave? Tell me...
Why... do I lock myself in?
I drink the sand I though I would walk
And all I ever dreamt dies in a desert
Slowly fading... slowly fading...
Caught in a grim world where dreams turn to sand
Everything dies under the sun at noon
Then the dark of evening buries the remains in its tomb
Help... I fade from you...
Help... can you reach me your hand?
Though I drink the sand of indifference
Hope still remains like a vague smell of rain
I drink the sand I thought I would walk
And ll I ever dreamt dies in a desert
Slowly fading... slowly fading...
I drink the sand I though I would walk
And all I ever dreamt dies in a desert
Slowly fading... slowly fading... 

perfetta, semplicemente perfetta. niente di più adatto.
che gruppo straordinario.

giovedì 18 marzo 2010

empty, fragile, weak

direi che oggi non fa una piega. precisa precisa.
btw che si fa, si torna a non dormire?
domande, domande, domande...
parole, parole, parole?
...
bah
e si va avanti come sempre.
per conto proprio.
che giornata del cazzo, veramente



The unsaid tone of weak despair
fail to resonate
frayed ends of our binding
threads will disintegrate

By laws our physiques state
failure to communicate
none too sentient hear no,
see no works its magic against all function
ongoing choices the trials will end
filter the nonsense and laugh at what's left
indecision/nonvision
matters taken away

Look at the shell that is you
Empty, fragile, weak
Soon the battle is over
Lost to apathy

So overcome with pointless tears
to test pain receptors
nothing matters ever here
put up a nonreaction
these eyes will never see
covered up from reality

The unknown world that you deny
no priority
cannot fail if you never start
how predictable
i want to know where did it end
for madness to start
always the skeptic and never be part
introvertive/nondescriptive
it matters not
not

martedì 16 marzo 2010

prove tecniche

mi sono messa in testa di cambiare template, e più che altro di farmelo da sola, quindi nei prossimi giorni il blog cambierà spesso faccia.
chi passa di qui non faccia caso agli abomini che tirerò fuori nel tentativo.

lunedì 15 marzo 2010

richard a. lupoff, la sabbia che viveva

bella sorpresina questo piccolo urania, breve, veloce, e molto originale. bellino anche il racconto che lo segue nello stesso volume.
se riuscite a trovarlo, ve lo consiglio.

desmond morris, noi e gli animali

che dire, l'ho letteralmente bevuto.
in questo libro morris parla dei vari aspetti del rapporto tra uomo e animale, come si è evoluto (o involuto) nel corso della storia, di come nel bene e nel male si è modificato, dei pregi e dei difetti di questo "contratto"; e in questa maniera far capire qualcosa alla "scimmia nuda" su come dovrebbe comportarsi nei confronti degli altri animali.
per come la vedo io, libri come questo dovrebbero essere letti da tutti.

venerdì 12 marzo 2010

357 magnum pt. II - non lo faccio per voi, lo faccio per me.

i primi tempi mi allarmavo un pochino, ma è diventato presto normale vedere persone, donne e uomini, entrare nel negozio e dirigersi spedita verso di me infilando le mani in una qualche tasca con l'intento di tirarne fuori qualcosa: una "collanina", un "braccialettino", un "ciondolino" e via dicendo. tutta roba da accomodare, o a cui mettere "un nastrino", da disfare e rifare "perché così non mi piace e pensavo di alternarci qualcosa, lei cosa ci metterebbe?", domanda a cui per altro risponderei sempre volentieri con un cazzotto nei denti.
quindi quando st'omino brutto è entrato dirigendosi a passo svelto verso il bancone, salutando (mah) mentre con una mano iniziava a razzolare in una tasca, mi sono solo innervosita perché immaginavo sarebbe stata la solita seccatura di quel tipo, e non mi sono neanche accorta subito della pistola.
 - "è una rapina".

me l'ha dovuto ripetere, perché mi ero completamente bloccata: la prima reazione è stata pensare che non fosse vero e fosse uno scherzo. ma il suo sguardo era terribilmente serio.
non me l'aspettavo, non sapevo cosa fare: per un attimo ho anche voluto provare a capire se la pistola era vera oppure no, pensando che magari avrei potuto reagire in qualche modo. poi mentre me la agitava davanti è stato un attimo pensare che eccezion fatta per quelle di plastica, probabilmente non sarei neanche in grado di notare la differenza tra una pistola vera e una finta. di sicuro non in quella situazione. poi avevamo incassato solo 13.60 in tutta la mattina, in pratica c'era solo la cassa.

 - "alza sotto" (l'aggeggio dove si tengono le banconote.. chissà che sperava di trovarci)

 - madonna quanto puzza quest'omino. stavo raccogliendo le monete perché se le prendesse e se ne andasse. che razza di pensieri vengono in mente...
per un attimo avevo anche pensato di chiedergli se voleva un sacchetto. che pensieri, davvero.   
 - ma si fotta, se non gli entrano in tasca cazzi suoi.

che poi chiaramente anche ci fossero stati 2000 euro glieli avrei dati lo stesso, forse ci avrei pensato giusto una frazione di secondo in più, ma voglio dire... chi se ne frega. nemmeno son soldi miei. e poi son soldi, mica roba seria.
lì per lì ho pensato solo che era stato coglione a venire da me perché in pratica non avevo quasi nulla.
e speravo con tutta me stessa che una volta presi i soldi si limitasse ad andarsene, senza neanche agitarmi più quella cazzo di pistola davanti.

 - "non uscire"
 - uscire? e per fare che? rincorrerti? gridare così magari spari a qualcuno? faccia di merda, io da questo negozio non esco più finché non ho la certezza che tu sia sparito dalla faccia della terra!

cuore impazzito, chiamo il capo, non so cosa fare. mi dice di andare a casa, spengo le luci, chiudo il negozio, ma ho ancora troppa paura per uscire. e se lo becco per strada? che faccio, spero che non mi riconosca?

il figlio del biciclettaio guarda, dall'altra parte della strada.
mi copro il viso con le mani, puzzano ancora di somatoline, nonostante le abbia lavate diverse volte. non voglio uscire.
poi il capo richiama, mi dice di rimanere dentro perché stanno arrivando i carabinieri e che torna pure lui.

dopo poco arrivano, sono due, poi arriva anche un terzo, e anche se ci sono loro, anche se mi hanno detto che lo hanno preso, io comunque non mi sento tranquilla a lasciare la porta del negozio aperta.
il ragazzo che lo ha preso è teso, nervoso. s'è cacato in mano pure lui, mi conferma il suo collega. anche quando, qualche ora più tardi, dopo denuncia, riconoscimento e tutto, me ne sono andata, ho pensato che non fosse tranquillo per un cazzo. la pistola era vera.
li guardo e mi dico: che razza di lavoro... e io che mi lamento.
quello che guidava, quello arrivato per ultimo, si comportava come se non esistessi. gli altri due erano molto gentili.
mi dicono che ora se ne va in galera, chiedo loro se ci resta e mi rispondono che non dipende da loro. grazie al cazzo.
mi chiedo se non corra dei rischi a fare il riconoscimento, visto che passo le mie giornate lì, ed evidentemente può entrare chiunque con comodo. mi dicono che queste cose succedono solo nei film, che un negozio come quello non interessa... rispondo che era quello che pensavo anche io fino a pochi minuti prima. poi mica mi preoccupo per il negozio, io.
dopo un po' arriva anche il mio capo, ride e scherza come sempre. beato lui.

al comando dei carabinieri ho avuto la "gioia" di sapere che il tizio non si sarebbe fatto grossi problemi a sparare. e per cosa? per soldi che ha e avrebbe presumibilmente sputtanato, in gran parte in gratta e vinci e roba del genere.
e si sono premurati anche di farmi sapere che buchi erano in grado di fare quei proiettili.

vabbe', è inutile che tenti di andare avanti, non trovo il tempo, è tre giorni che ho questo post tra le bozze, non lo finirò mai.
fatto sta che quando mercoledì è entrato un altro omino razzolando in una tasca mi sono spaventata, e che mi fa girare il cazzo che dopo quello che è successo il mio capo sia in grado solo di chiedermi se ho capito come funzionano le vendite su ebay, quando io continuo ad avere fissa in testa l'immagine di quel tizio che mi agita davanti la pistola appoggiandosi al bancone, e il suono delle sue poche parole nel suo cazzo di negozio.

scrivere queste cose mi serviva per scaricare un po' il cervello, come sempre, non per raccontare qualcosa a qualcuno (anche perchè altrimenti non avrei scritto qui dove non passa quasi nessuno).
anzi, di questa storia se possibile non voglio neanche parlare.

martedì 9 marzo 2010

357 magnum

siccome era un periodo troppo tranquillo, oggi mi è piombato in negozio un rapinatore. con una pistola. vera. carica. puntata su di me.

mezz'ora dopo i carabinieri, che gli stavano dietro da 24 ore, lo hanno preso (capito italiani? visto che vi piace tanto lamentarvi per qualsiasi cosa).
per fortuna, altrimenti adesso non avrei il cuore di mettere il naso fuori di casa.
non leggeranno mai, ma li ringrazio ancora.
quello stronzo là non si sarebbe fatto nessun problema a sparare, a me e alle altre persone che ha rapinato, così come a loro. l'ha detto lui.
che razza di lavoro, che fanno.

in tutto questo ora mi chiedo: qual è la prossima? che altro mi deve succedere?

lunedì 8 marzo 2010

mortalità

abbiamo tutti, chi più chi meno, paura della morte, no?
ma perché moriamo?
da sempre della morte si ha tanta paura, in tutti i modi si cerca di allontanarla: dalla mente, pensiero, dal corpo, e via dicendo. la ricerca medica va avanti e la vita media si allunga, poi si mescolano creme e cremine per distendere le rughe e apparire meno vicini all'aldilà, e perché non farsi qualche iniezioncina, qualche tiraggino? un taglia e cuci per cui certi medici ormai ricordano in maniera sinistra dei sarti. con tutto il rispetto per i sarti, che continuano a sembrare sarti, grazie al cielo.
tutto questo perché sappiamo che la morte è inevitabile, e cercare appunto di allontanarla è l'unica cosa che è in nostro potere fare. di conseguenza nessuno sembra dare troppo peso ad una domanda come la mia precedente.
perché moriamo?
oh beh.
e se morissimo per il puro e semplice fatto che ce lo meritiamo?
più ci penso, e più quest'idea mi sembra sempre meno pisciata fuori dal vaso. io sicuramente oggi ho infastidito un sacco di persone, dentro e fuori dal negozio. alcune le ho trattate peggio di come meritassero e lo so. altre neanche lo so. ma a mia volta oggi ho avuto a che fare con un sacco di gente a cui avrei fracassato molto volentieri la testa: per il tempo che mi ha fatto perdere, per i nervi che mi ha fatto venire, per avermi disturbato quando proprio non doveva, e via dicendo. e questo succede ogni giorno: ogni giorno mi capita di pensare a quanto sarebbe più bella la mia vita se determinate persone non esistessero o smettessero di esistere; e probabilmente c'è chi pensa lo stesso di me e ha ragione, così come ce l'ho io (anche se io neanche mi sono mai sognata di rompere il cazzo al prossimo come certa gente lo fa con me... vedi la "puzzona").
per non parlare poi dei danni che quasi ogni nostro gesto quotidiano porta all'ambiente...

vabbe'.
pensieri senza senso del lunedì sera.
buon restodellasettimana a chi è arrivato a leggere fin qui.

lunedì 1 marzo 2010

cx

rivederti finalmente sorridere di cuore non ha prezzo!

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