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sabato 20 febbraio 2010

philip k. dick, ma gli androidi sognano pecore elettriche?

bello, bello, bello.
non so nemmeno cosa dire, mi è piaciuto moltissimo.
c'entra poco col film, anzi direi che son due storie completamente diverse, e forse è meglio così. mi è capitata delle volte, vedendo un film tratto da un libro e leggendo il libro stesso in un secondo tempo, una cosa abbastanza antipatica: le immagini, i volti del film si sostituivano alla mia immaginazione, alla mia fantasia. in questo caso non è successo quasi per niente, fatta eccezione per qualche piccolo dettaglio, cosa di cui sono molto contenta, perché così non mi è stata tolta la gioia di leggere un libro.
bella la caratterizzazione sia di androidi che umani, bella la storia, fantastico il modo in cui tutto viene trattato.
consigliato.

william gibson, monna lisa cyberpunk

mi è piaciuto poco.
meglio di american acropolis, ma più o meno, per quel che mi riguarda, siamo lì.
come partenza è abbastanza pesante, nonostante e forse a causa dei continui cambi di soggetto / punto di vista; solo da metà ho sentito cambiare il ritmo, ma probabilmente solo perché la storia iniziava a prendere forma.
comunque di gibson è questo, che a quanto pare, non mi piace: come viene trattata la storia. stavolta c'è, mi sembra, ma onestamente non sono riuscita a seguirla e a capire quale effettivamente sia. non dico che non possa essere una pecca mia, intendiamoci.
la storia ha quasi un ruolo secondario, l'autore mi sembra troppo innamorato dei suoi mondi, sembra voler raccontare più quelli che una vera e propria storia, che di conseguenza rimane schiacciata e soffocata dall'ambientazione.
in poche parole: carino, tutto cyberpunkoso, ma raccontami qualcosa!
mi sa che con gibson chiudo qui.

lunedì 15 febbraio 2010

gh

penso che il mio capo dovrebbe chiedersi quanto abbia risparmiato di assistenza informatica, assumendo me.

sabato 13 febbraio 2010

RIP

stamattina sono stata svegliata dalla radio che annunciava questa notizia.

è morto alexander mcqueen.

quasi per caso ho appena trovato un'immagine con le creazioni grazie alle quali l'ho conosciuto e imparato a stimare come artista. sarà poco, quasi niente, ma voglio ricordarlo così.

 

addio.

martedì 9 febbraio 2010

tim severin, vendetta del vichingo

prima di parlare di questo libro voglio fare una piccola premessa: benchè in questo momento li stia preferendo a letture più impegnate, di norma non amo particolarmente i romanzi. come si può capire dai miei archivi, e come dico spesso, i romanzi mi piacciono se hanno una storia che "spacca i culi" e se sono dominati dal "fantastico". i miei autori preferiti, per dire, sono gaiman e asimov.
detto questo, "la vendetta del vichingo" è un romanzo che non ha una storia che "spacca i culi"; la storia in sè non è notevole, ma non è neanche un porcaio immondo come "i pilastri della terra". devo dire però che mi è piaciuto, per via della deliziosa ricostruzione storica, piacevole e non sterile, anzi frutto evidente di una grande passione; per come viene descritto lo "scontro" tra vecchia e nuova religione, e per come vengono trattati i momenti di spiritualità del protagonista.
promosso!

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