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lunedì 13 dicembre 2010

vale la pena ricordarlo

stamani, dopo tantissimo tempo, ho avuto un risveglio splendido, circondata da tutto l'amore del mondo.

prego che non sia un'illusione.

giovedì 2 dicembre 2010

di corni e sillabe

in questo so per certo di non essere sola. lo so anche solo per il semplice fatto che ho appena letto i pensieri di un'altra persona che fa così, che per altro sono ciò che mi spinge adesso a scrivere.
so di non essere l'unica donna che fa dipendere il suo umore da un uomo. è una debolezza, e forse tra le mie una delle peggiori.
trovo che ci sia, per me, un profondo masochismo nel vivere una relazione. e non solo per via di quel "corno" cui ho accennato nei commenti a questo post, ma anche per il brutto vizio che ho di investirci tutto, tutta me stessa (e comunque anche con questo non ci stiamo allontanando molto dal "corno"), e perché sono perfettamente cosciente del fatto che ogni volta che non mi chiamerà, che non risponderà ad un messaggio, che mi dirà "non vengo" (...a firenze s'intende. eh sì, perché se non sono ad almeno 150km di distanza non si vogliono: troppa poca sofferenza!), ad ogni compleanno o altra festa / evento passati senza di lui, o giornata che passerà ignorandomi per i più disparati motivi, ci rimarrò malissimo. se mi sottopongo a questa tortura - perché di tortura si tratta, quando queste cose sono frequenti, e lo sono - è perché penso che per quella persona valga la pena... e se penso che valga la pena ci investo, ed ecco che il "corno" torna evidente. insomma, il proverbiale cane che si morde la coda. e ho l'impressione che lui non saprà mai quello che vuol dire, neanche se tento di spiegarglielo; mi chiedo se sia perché, semplicemente, è un uomo, se gli uomini realmente abbiano, tutti, una sensibilità completamente differente, o se sia io a scegliermeli così, o se il "corno" sia più grosso di quanto io stessa pensi. ma non sono sola, quindi forse almeno questa volta c'è qualcos'altro oltre al "corno".
ma come si fa a farne a meno? come si fa ad evitarlo? personalmente dovrei distaccarmi emotivamente del tutto dalla persona in questione, oppure mettermi il cuore in pace all'idea di non contare per lui quanto lui conta per me. la prima è una cosa che non riesco e che comunque non voglio fare, la seconda è un'idea con la quale so di poter più o meno vivere, vista la facilità con cui questo tipo di comportamenti alimenta le mie insicurezze, ma vivere male, e che certo non riesco ad accettare.
perché ci facciamo male in questa maniera? ci facciamo condizionare da poche sillabe, dalla loro assenza, da uno sguardo, da un'intonazione della voce... un "" detto svogliatamente, e bam! la giornata è da prendere e buttare al cesso. un "ci sentiamo dopo" non esaudito e possiamo dire a morfeo di non provarci neanche, stanotte. lo facciamo solo noi donne? è evitabile in qualche maniera, senza dover sacrificare altro?
forse, come penso, sono la persona meno adatta al mondo a stare in una relazione. ma che devo fare? fare finta di niente quando incontro una persona che sembra essere esattamente quello che sogno? chiudere gli occhi, andare avanti, per poi ritrovarmi sola davanti a quei tesori che sento il bisogno di condividere? rimanere col dubbio che forse quella persona avrebbe potuto avere la mente e il cuore per apprezzarli insieme a me? rimanere col dubbio che forse avrebbe potuto anche rendermi felice, di tanto in tanto (del resto è scontato che una persona finisca per farti stare male, una volta che gli hai aperto il tuo cuore)?
ha senso questo post?
bah, fanculo.
me ne vado a letto, tanto in ogni caso non frega un cazzo a nessuno.

ah, quasi dimenticavo:
morfeo, non ti disturbare stanotte; e non ti preoccupare, ho un buon libro per passare il tempo.

sabato 27 novembre 2010

votum: falling dream

votum è il nome di una band prog metal polacca, questo è il primo pezzo da metafiction, concept album di cui consiglio vivamente l'ascolto.


non posso fare a meno di rapportare alcune frasi di questo pezzo a quello che sto vivendo adesso, anche se so benissimo che parla di tutt'altro.
di seguito il testo:

venerdì 26 novembre 2010

favole per bimbi

il 21 settembre 2010 è stata inserita nell'ordine del giorno della camera, da parte dell'on. borghesi (italia dei valori), la proposta “di prevedere la soppressione immediata di ogni forma di assegno vitalizio per i deputati in carica e per quelli cessati dal mandato parlamentare”. questo permetterebbe di risparmiare intorno ai 150 milioni di euro l'anno.
ascoltate il discorso di borghesi (lo riporterò più sotto in caso il video non dovesse essere più disponibile):


beh, il risultato è stato ovviamente vergognoso, ed è il motivo per cui di tutto questo probabilmente non avete mai sentito parlare:

parlamentari presenti: 525
parlamentari votanti: 520
astenuti: 5 (1%)
hanno votato SI all’abolizione: 22 (4.2%)
hanno votato NO all’abolizione: 498 (94.9%)

i voti favorevoli sono provenuti solo ed unicamente dagli esponenti dell'italia dei valori.

ora: c'è da stupirsi? sì, ma del fatto che qualcuno abbia avanzato questa proposta, certamente non dei voti.

ecco, questo è un esempio che spero chiarisca il motivo per cui odio parlare di politica, odio i discorsi sulla politica, e mi urtano i nervi gli scazzi e le discussioni fra gente di un determinato credo politico e gente di un altro, i vari "comunista di qua, fascista di là", ma anche i discorsi più pacati: perché sono inutili e in quanto tali li trovo stupidi, perché quella gente che sta là su quelle poltrone, che sia sotto una bandiera o sotto un'altra, è fatta tutta della stessa sostanza: merda, e se c'è qualcuno che realmente prende sul serio il proprio lavoro, è una percentuale, evidentemente, a dir poco trascurabile.
la democrazia in italia è una favola per bambini, tanto quanto dio e babbo natale, e ad una certa età sarebbe il caso di piantarla di credere a certe stronzate.

di seguito riporto la trascrizione del video e dati sulla votazione, nel caso andassero persi.

fonti:
openparlamento (dati)
camera.it (atto)
non ho voglia, sono stufo (trascrizione)

mercoledì 24 novembre 2010

margherita hack, vi racconto l'astronomia

devo dire la verità, mi ero un po' rotta di conoscere questa donna, un'astrofisica, solo per le sue opinioni su berlusconi, la laicità dello stato, e altre cose non inerenti, ed è principalmente per questo che ho voluto leggere questo libro; secondariamente perché l'argomento, beh, mi interessa.
non sono rimasta granché soddisfatta da questa lettura. innanzitutto ho trovato la struttura del libro confusionaria, con tutti quei paragrafi in grigio che tolgono scorrevolezza al tutto e secondo me creano più confusione che altro.
bisogna dire che l'ultima volta che ho letto qualcosa sull'argomento l'autore era asimov, che con la parola, e con la scrittura come strumento, ha sicuramente più familiarità della hack, perciò di contro questo libro mi è risultato un po' più ostico. in alcuni punti ho trovato che fosse fin troppo divulgativo, mentre in altri non proprio adatto ad un lettore profano, mentre asimov da questo punto di vista riesce sempre a mantenere omogeneità.
d'altro canto ho apprezzato molto i momenti, seppur rari, in cui l'autrice fa riferimento alla sua personale esperienza: dev'esser bello aver vissuto in prima persona quella che ora è la storia di una scienza così affascinante!

martedì 23 novembre 2010

apre amazon.it ...che tempismo!

apre finalmente amazon.it! personalmente non vedevo l'ora, ho dato un'occhiata veloce e ho visto che si possono trovare diverse cose che volevo ma non avevo idea di dove recuperare, tutte ad un prezzo ottimo! inoltre in questo periodo, sopra ai 19 euro di spesa, la spedizione è gratuita.
il problema è un altro: ma proprio ora che non ho un soldo dovevano decidersi ad aprirlo?

mercoledì 17 novembre 2010

10 cose che amo


la mia amica fortuna mi ha taggata nel suo splendido blog, perciò ecco qui la mia lista :)
in rigoroso ordine sparso:

martedì 2 novembre 2010

burro cacao 3

dopo anni rieccomi con una porcheriòla. le mie labbra screpolatissime iniziavano ad avere disperatamente bisogno di un burro cacao, inoltre recentemente avevo fatto un ordine su aroma-zone, e c'erano un po' di cose che non vedevo l'ora di usare, quindi mi sono data da fare.

riporto la "ricetta" così ho modo di ritrovarla se mi andasse di rifarla, visto che la versione cartacea non durerà più di una settimana! :P
ho usato:
(purtroppo non ho una bilancia affidabile, nè tantomeno di precisione, quindi per le quantità devo affidarmi ad altri canoni. i burri di cacao e karitè che ho sono confezionati in "pezzettini" più o meno delle dimensioni della classica "noce di burro" che si usa in cucina. per le altre cose ho usato i cucchiaini che si trovano in questa pagina, sempre di aroma-zone)
1 noce di burro di cacao
1 noce (un po' più piccola) di burro di karitè
2 "tad" (ca. 2.4 ml) olio di ricino
2 "dash" (ca. 1ml) vit. E di aroma-zone (50% tocoferolo, 50% non mi ricordo cosa di soia -.-)
3 gocce (sono goccine solide) cera d'api
3 "smidgen" di pigmento MAC brash & bold
3 gocce olio essenziale di arancio dolce

devo dire che non mi dispiace affatto com'è venuto, con l'aggiunta del pigmento tinge anche leggermente le labbra, dando un colorito vivo e sano; comunque la prossima volta vorrei riuscire a farlo un pochino più "corposo".

il burro cacao vero e proprio l'ho fatto in stick, solo che non è venuto particolarmente... fotogenico, quindi ho preferito immortalare l'"avanzino".

mercoledì 27 ottobre 2010

clementine music player!

il cuore di una nerd si scioglie di fronte a certi eventi!

qualcuno mi conosce e sa quanto io abbia amato amarok 1.4 "fast forward" come lettore mp3, e quanto mi sia sentita tradita con l'uscita della versione 2, che - a mio parere - ha trasformato un gioiello di programma in un lettore mp3 qualsiasi, tra l'altro, se ben ricordo, orribilmente simile al pessimo itunes, quanto a inutilità.
fino a poco tempo fa era ancora possibile però scaricare ed usare amarok 1.4 senza stare a impazzire troppo, ma adesso ahimé non più... o per lo meno non ho avuto voglia, appunto, di stare a impazzirci.


tuttavia non ho avuto il tempo di vestire a lutto che ho fatto una meravigliosa scoperta: clementine!

si tratta di un mp3 player che ricalca il caro vecchio amarok 1.4; si può installare su ogni piattaforma, il che vuol dire che non è un programma solo "per linux", ma lo si può usare anche su widows o mac OS X.

giovedì 14 ottobre 2010

l'italiano, questo povero stronzo.

onestamente mi sono rotta le palle.
IMPARATE L'ITALIANO, CAZZO!
RIPRENDETE IN MANO UN LIBRO DI GRAMMATICA DELLE MEDIE E STUDIATELO!

non ce la faccio sinceramente più a leggere e sentire certe oscenità, giuro: non ce la faccio più.
io non pretendo di essere chissà quale autorità in materia, ma dio santo, un minimo ho studiato - e vi assicuro: proprio il minimo! - e mi si capovolge lo stomaco ogni giorno, sia parlando con le persone, sia leggendo quello che scrivono, soprattutto in internet.
un conto sono gli errori di distrazione o di battitura, io non sto parlando di quelli. parlo della lingua italiana che viene ogni giorno stuprata con errori che sarebbero gravi per bambini delle elementari.
peggio ancora è quando qualcuno persevera nell'errore anche dopo esser stato corretto, magari più di una volta.
non volete fare la fatica di imparare la vostra lingua? va bene, ma almeno usate la correzione automatica quando scrivete! e non solo perché a me dà fastidio leggere i vostri errori, ma perché ci fate delle sanissime figure di merda!
lo capite che non conoscere la propria lingua è una cosa di cui vergognarsi?

una volta per tutte:

gli pneumatici, gli gnomi, gli gnocchi! chi cazzo ha inventato questa "regola" idiota per cui pure nei cartelloni pubblicitari (che vergogna!) si parla dei pneumatici anziché degli pneumatici? devo anche aggiungere che al singolare è lo pneumatico e non il? è possibile che non sentiate che oltre ad essere sbagliato è pure incredibilmente cacofonico?
qui e qua non vogliono l'accento!
qui trovate la coniugazione del verbo avere, così magari imparate dove vanno le H.
la terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo dare, ovvero , vuole l'accento, mentre i vari va, fa, sta, sa, sta, sto, so, ecc. e il da preposizione non vanno accentati MAI! è tanto difficile da ricordare? evidentemente sì, perciò ecco un consiglio: basta fare l'esatto contrario di quello che fate di solito, idioti!
qual è si scrive senza apostrofo!
ESISTE IL CONGIUNTIVO, non solo l'indicativo, e ogni italiano dovrebbe saperlo usare, o almeno sapere che non va sostituito con il condizionale! solo a pensarci mi vengono i brividi, ma purtroppo ho sentito anche troppo spesso cose come "se io avrei saputo".
parlando di una persona, puoi dire che gli hai detto solo se è maschio, perché se è femmina le hai detto; in ogni caso sicuramente a quella persona non ci hai detto, perché non esiste ed è pure orribile!
la locuzione piuttosto che significa anziché, non oppure! sono due cose molto diverse, e usando piuttosto che in maniera sbagliata dimostrate non di essere intelligenti e acculturati come volete far credere, ma solo di essere imbecilli!
è è una cazzo di voce verbale, non un'interiezione! quello che volete scrivere, brutte capre, è eh! eppure non è difficile, eh!
volete scrivere in (più o meno) dialetto? mi sta bene. però, cazzo, s'è significa si è, se volete dire sei usate un cazzo di apostrofo dopo la e! si chiama APOCOPE, e in italiano esiste e segue determinate regole!
giusto pochi minuti fa ho letto, su un forum, che una cosa si trova nei negozzi. sì, perché non mettercene cinque di Z, già che ci siamo?

potrei andare avanti, ovviamente, ma per vostra sfortuna mi fa (eh sì, senza accento) fatica; anche perché poi dovrei parlare delle K e delle abbreviazioni, e so benissimo che la mia salute psicofisica ne risentirebbe.
vi rimando invece all'utilissima pagina di qualcuno che evidentemente è incazzato quanto me, e ha perfettamente ragione:
antistupri grammaticali
leggeteveli tutti, sono brevi e vi fanno bene.
altro sito utile è quello della garzanti: registrandosi gratuitamente è possibile usufruire del dizionario italiano, di quello dei sinomini e contrari, della tavola di coniugazione di qualunque verbo e di interessanti schede sui più comuni dubbi grammaticali, oltre che dei dizionari inglese e francese.

com'è possibile che ci sia così tanta ignoranza?
com'è possibile che, tra l'altro, nessuno faccia niente per correggersi?
si può sapere cosa vi ha fatto di male l'italiano?

mercoledì 13 ottobre 2010

sgrunt

oggi, a quasi un anno da quando con incredibile fatica e invocando le più disparate divinità, talvolta prese in prestito da "olimpi" (si dice?) neanche esistenti, riuscii a migrare da windows live spaces a blogger portandomi dietro anche cinque anni di interventi e commenti, mi è arrivata una simpatica mail di windows live in cui mi si avverte dell'imminente passaggio dei blog fino ad oggi da loro ospitati, a wordpress.
mavaffanculo, va', ditelo prima -___-

mercoledì 29 settembre 2010

philip k. dick, in terra ostile

iniziamo col dire che questo non è un romanzo di fantascienza.
è invece una storia ambientata nello utah degli anni '50, dove il protagonista, buce stevens, è un agente di commercio che passa le sue giornate viaggiando in macchina per trovare merci a buon prezzo per il grande magazzino per cui lavora. una sera il giovane, dopo uno dei suoi viaggi, decide di fermarsi a dormire da una sua ex, a casa della quale conosce susan, donna più anziana di lui, che nel giro di pochi giorni sconvolgerà la sua vita sposandolo e facendogli lasciare il suo impiego in modo che possa gestire il negozio di lei: è così che bruce conoscerà lo strano personaggio che dà il titolo al libro: in milton lumky territory (come succede fin troppo spesso, quello della traduzione italiana non c'entra un cavolo né con quello originale, né col romanzo stesso).

non so bene come giudicare questo libro, e infatti sto anche facendo un po' di fatica a recensirlo. sicuramente non è il mio genere (non amo per niente le storie normali senza alcun elemento fantastico, mi sembra di perdere tempo a leggerle) e non mi è piaciuto più di tanto; forse un però pregio ce l'ha, anche se l'ho riconosciuto solo finendolo.

venerdì 24 settembre 2010

new moon

ho voluto vedere anche questo film, memore delle risate che mi ero fatta con twilight.

stavolta non ho riso, probabilmente perché partivo di pessimo umore; tuttavia per tutta la durata del film ha continuato a girarmi per la testa la stessa domanda che mi ero posta dopo aver visto il primo: ma veramente la gente si sbrodola per sta roba?
perché ahimè non sono solo le ragazzine...

la storia di questi due, esattamente, su cosa si basa? questo grande amore da cosa nasce? dal fatto che lei puzza e lui è tenebroso (per così dire)? beh, certo che sono delle basi veramente solide per una relazione.

l'inizio del dopo-portnoy

è buffo vedere come adesso, a pochi giorni dalla dipartita di portnoy dai dream theater, gli altri membri del gruppo stiano iniziando, tutti, a fare quello che prima faceva lui da solo. ecco come fioccano account su twitter: quello ufficiale della band è nato a fine agosto, quello di rudess anche prima, ma negli ultimi giorni sono comparsi anche quelli personali di petrucci e labrie; manca solo quello di myung... che non credo ci stupirà registrandosi ed esprimendosi con parole.
pure su facebook si stanno facendo avanti: giusto oggi ho "piaciuto" (...) (bello fb, eh?) la pagina ufficiale di petrucci, nuova di zecca, dove come su twitter, sarà proprio lui a scrivere.
che dire? in bocca al lupo.

giovedì 23 settembre 2010

emanuele coco, etologia

si tratta di uno dei volumi della colla "atlanti scientifici giunti". è un libro breve e sintetico, ricco di immagini ed illustrazioni, che tenta di spiegare nella maniera più concisa possibile cosa sia effettivamente l'etologia.
l'ho comprato perché era una materia che mi incuriosiva, quindi volevo saperne un po' di più. se parlo al passato è perché questo libro mi ha tolto ogni velleità.

mercoledì 22 settembre 2010

la moschina romantica

voglio condividere una cosa "dolce" e curiosa che ho trovato nel libro che sto leggendo.
c'è una specie di moschine, detta hilara sartor, che ha un rituale nuziale del tutto particolare: il maschio "conquista" la femmina portandole in dono un soffice palloncino di seta da lui costruito. funziona in questa maniera:

lunedì 20 settembre 2010

astronaut (amanda palmer)

questa canzone travolge.
è uno di quei pezzi che uno può interpretare e rapportare alla propria vita come meglio crede.

a me fa male.


Is it enough to have some love,
small enough to slip inside a book,
small enough to cover with your hand,
because everyone around you wants to look?

It is enough to have some love,
small enough to fit inside the cracks?
The pieces don’t fit together so good
with all the breaking and all the gluing back.

And I am still not getting what I want.
I want to touch the back of your right arm.
I wish you could remind me who I was
because every day I’m a little further off.


But you are, my love, the astronaut,
flying in the face of science.
I will gladly stay an afterthought,
just bring back some nice reminders.


Is it getting harder to pretend
that life goes on without you in the wake.
And can you see the means without the end
in the random frantic action that we take.


And is it getting easy not to care
despite the many rings around your name?
It isn’t funny and it isn’t fair;
you’ve traveled all this way and it’s the same.

But you are, my love, the astronaut,
flying in the face of science.
I will gladly stay an afterthought,
just bring back some nice reminders

I would tell them anything to see you split the evening,
but as you see I do not have an awful lot to tell.
Everybody’s sick for something that they can find fascinating.
Everyone but you and even you aren’t feeling well.

Yes you are, my love, the astronaut,
crashing in the name of science.
Just my luck they have your upper half,
it’s a very nice reminder.
It’s a very nice reminder.

And you may be acquainted with the night,
but I have seen the darkness in the day.
And you must know it is a terrifying sight,
because you and I are living the same way.


ps: però qualcuno mi deve spiegare perché se inserisco un'interruzione dopo il video poi scompare pure quello!

domenica 19 settembre 2010

desmond morris, the naked man

ognuno ha degli autori coi quali sa di andare sul sicuro, i cui soli nomi tende a considerare come garanzia di qualità.
desmond morris è uno dei miei.
ho adorato "animale donna" ("the naked woman" in inglese), e non mi sono neanche fermata troppo a pensare quando mi sono trovata di fronte ad una copia di "the naked man"; a dire la verità mi sono quasi stupita di scoprire che è stato scritto molto dopo, non più di un paio di anni fa: visto l'argomento, pensavo fossero stati scritti in tempi molto ravvicinati... invece adesso mi spiego perché per tanto tempo non li ho mai trovati insieme! :P
nel libro viene esaminato il corpo maschile letteralmente da capo a piedi: inizia infatti dai capelli e finisce coi piedi, appunto, lo studio di ogni singolo tratto esterno; come l'autore stesso tiene a sottolineare, infatti, non si tratta di un testo medico, quanto più di un ritratto zoologico e storico dell'uomo.
la lettura è scorrevole per il modo semplice e immediatamente comprensibile con cui morris si esprime, e piacevolissima grazie anche alla presenza di molti curiosi aneddoti e battute sagaci.
tra gli altri, degno di nota è il primo capitolo, in cui viene preso in esame il modo e i motivi per cui sia i corpi, sie le personalità femminile e maschile si sono evoluti in maniera tanto diversa.
l'ultimo capitolo è dedicato ad un tema particolare, quello delle preferenze sessuali, sempre per quel che riguarda gli uomini. è sicuramente interessante, ma è l'unico su cui mi sento di dover fare delle osservazioni: secondo me tratta l'argomento in maniera troppo semplicistica. non è per me soddisfacente la "soluzione" che dà sul perché alcuni uomini siano omosessuali, perché parte dal presupposto che le tendenze possano essere divise in soli quattro tipi: eterosessuale, bisessuale, omosessuale e celibe, mentre trovo che la questione sia più articolata. Magari mi sbaglio io ed ha ragione lui, cosa per altro abbastanza probabile, ma in questo caso allora ha trattato l'argomento troppo frettolosamente.
a dispetto di questo, "the naked man" rimane un libro interessantissimo di cui consiglio la lettura!

è di qualche giorno fa il post in cui ho citato un paragrafo tatto dal capitolo dedicato alla pancia,  ma voglio anche riportare le parole con cui il libro si conclude:

and we should put behind us, once and for all, the rigid beliefs and ancient bigotries that demand that we should all think the same way, look the same way and behave the same way. variety is not just the spice of life, it is the very food of life.

venerdì 17 settembre 2010

chrome mi ha già rotto.

solita premessa: uso ubuntu, non windows.

le altre volte che ho provato chrome su ubuntu era successo questo:
una volta aveva deciso che la finestra doveva rimanere per forza delle dimensioni che voleva lui. potevo modificarle, ma se chiudevo e riavviavo il programma, tornava a quelle di prima. odiosissimo! disinstallato.
un'altra volta, non molto tempo fa, lo avevo avevo installato, cambiato due - tre impostazioni, dopodiché crash e non ripartiva se non al quarto tentativo, per crashare poco dopo. disinstallato nel giro di 3 minuti.

gli ho voluto dare un'altra possibilità.

domenica 12 settembre 2010

intervista a portnoy

fresca di ieri.
che tristezza che mette...

fonte: blabbermouth.net

MIKE PORTNOY: 'It Would Be A Tragedy If I Never Got To Be On Stage With DREAM THEATER Again' - Sep. 10, 2010
Former DREAM THEATER drummer Mike Portnoy discussed his departure from the band for the first time during an appearance on tonight's (Friday, September 10) edition of Eddie Trunk's "Friday Night Rocks" radio show on New York's Q104.3 FM. A BLABBERMOUTH.NET transcript of the chat follows below (only slightly edited for clarity).



giovedì 9 settembre 2010

portnoy lascia i dream theater

ho appena letto una cosa che non avrei mai voluto leggere.

dalla pagina di portnoy su facebook:


This is a sad, sad day....I'm afraid I have some bad news....
MP/DT Sept 1985 - Sept 2010

e ancora:

Wednesday September 8th 2010

I am about to write something I never imagined I'd ever write:

lunedì 6 settembre 2010

degne di nota.

"i've never met a chocolate i didn't like."

"chocolate is a serious thing".

(deanna troi, star trek the next generation s05e06 - "the game")

domenica 5 settembre 2010

great news, everyone: la birra è innocente!

the male's pot belly is often referred to as a beer belly, the implication being that regular beer-drinking is a key cause of this condition. surprisingly, this has been exposed as a myth. careful research studies have found "alcohol consumption to be unassociated with weight gain, for reasons not yet understood".




lunedì 30 agosto 2010

cx

approfitto dell'attesa per il ritorno di quel sonno che nel giro di dieci minuti è sia arrivato che passato, per mettere nero su bianco qualche pensiero irrequieto.

io amo quell'uomo.
il tempo passato insieme a lui ha un altro sapore, un altro colore, è tempo sottratto allo stress, alla noia, al grigio.
mi piace guardarlo, mi piace osservare il modo in cui la luce scivola sulla sua pelle liscia e morbida, mi piace seguire i movimenti del suo corpo perfetto. mi piace il suo viso, mi piace guardarlo mentre dorme, che sembra dipinto; e quando sorride è talmente bello e luminoso che non posso fare a meno di sorridere a mia volta.
tra le sue braccia mi sento a casa, sono esattamente dove voglio essere e posso finalmente tuffarmi nell'inebriante profumo della sua pelle. ed è meraviglioso il modo in cui la forza, la potenza dei momenti di passione rispecchi esattamente quella dei sentimenti che ci uniscono.
è un diamante con migliaia di sfaccettature che riflettono la sua luce, una luce che splende dentro di lui e che sono felice di aver riconosciuto subito, a differenza di tante persone.
io voglio vivere con quella luce, addirittura mi fa male starle lontano.
nonostante tutto ho un po' paura dei periodi in cui non siamo insieme. da lontani, siamo stati capaci di farci tanto male, senza volerlo; ma soprattutto, nel momento in cui ci salutiamo mi sento come se fosse finita la mia ora d'aria e dovessi rientrare nella mia cella, per rimanerci fino a quando quella stella non spunta di nuovo all'orizzonte... e a volte ho paura che quella stella non debba o non voglia più tornare a splendere nella mia direzione.

sabato 14 agosto 2010

neil gaiman, nessun dove

avevo già letto nessun dove, qualche anno fa.
ma quando in libreria mi sono trovata davanti ad una copia sulla cui copertina comparivano le parole: "anche se avete già letto nessun dove, potete stare certi che non avete mai letto questa versione da me rivista e ampliata. neil gaiman", non mi sono data neanche il tempo di pensare di cercarla in inglese: presa, pagata e portata a casa.
devo ammettere che è passato diverso tempo dalla prima lettura, e onestamente non mi sembra di aver notato grossi cambiamenti. in questa edizione, della fanucci, ho notato diversi errori da parte della traduttrice: errori di grammatica, di distrazione, e secondo me anche di traduzione, concentrati soprattutto negli ultimi capitoli del libro. un vero peccato.
ad ogni modo neil gaiman e nessun dove sono riusciti a stregarmi di nuovo.
la storia è quella di un ragazzo scozzese che si trasferisce a londra, e dopo pochi anni quasi per caso scopre una londra diversa, una londra che le persone come lui non conoscono: la londra sotto, un luogo di terrore e meraviglia, popolato
dalla gente che vive ai margini, i "pazzi", quelli che le persone "normali" come richard neanche vedono per strada.
a modo suo è un libro che non si può definire altro che fantasy, ma gaiman come sempre offre qualcosa di completamente diverso e fuori da canoni e definizioni. ovviamente lo consiglio.
di seguito qualche estratto.

martedì 10 agosto 2010

una cosa che non sopporto...

...è quando magari sei girato di palle, stai male, insomma hai i cazzi tuoi e magari a chi ti chiede come stai rispondi, appunto, che ti girano ecc. anche perché probabilmente non ne vuoi neanche parlare, ma proprio non riesci a nasconderlo.
...ed ecco che il tuo interlocutore si sente in dovere di dire che è inutile incazzarsi, che te la prendi troppo, che ti fai il sangue amaro, perché lui/lei lo sa bene, perchè anche lui/lei se la prende sempre, che alla fine le cose non sono poi così male, oppure che si sistemano, o comunque se ne esce con qualche altra banalità pronunciata col fare di chi la sa lunga... quando non ha la benché minima idea di quale sia il tuo problema!
ma un bel dignitoso e rispettoso silenzio non è meglio?

domenica 8 agosto 2010

terry pratchett, men at arms

secondo romanzo del ciclo delle guardie dopo "guards! guards! guards!", devo dire che ho trovato questo libro diverso rispetto al precedente: un po' più "serioso". per quanto in diversi punti sia assolutamente geniale, parlando in termini spicci, mi ha fatto ridere meno. ha però secondo me più ritmo, la storia scorre meglio. forse, tra le altre cose, nell'altro libro pratchett aveva voluto dare più spazio alla caratterizzazione dei personaggi, che qui un po' soffre, nonostante l'arruolamento di tre nuove guardie.
quello che in un senso è il protagonista, poi, corporal carrot, mi era piaciuto di più nella versione "sempliciotta" del primo libro, forniva molti più spunti comici.
"men at arms" mi è piaciuto, non dico di no, ma un po' meno.

sometimes it's better to light a framethrower than curse the darkness.

"there's one thing that's true, at least, " he said. "you dwarfs really love gold, don't you?"
"of course we don't. don't be silly."
"well--"
"we just say that to get it into bed."

mercoledì 4 agosto 2010

i miracoli del sonno

dopo un po' che finalmente posso dormire quanto voglio - e per di più ci riesco, e dopo una settimana di relax con cx, magia magia! mi si sono dimezzate le occhiaie! strano, eh?

domenica 1 agosto 2010

di ritorno da amsterdam

dopo essere stata ad asmterdam, e per di più con una persona in grado di capirla ed apprezzarla al di là del "canne e donnine in vetrina" tipicamente da italiani, tornare qui è veramente un brutto colpo, fin da quando si mette piede nell'aereo.
cafoni, ignoranti, approssimativi, maleducati, gretti, ristretti di mentalità.
mi sento imprigionata a stare in un posto popolato quasi unicamente da persone con cui di alcune cose non posso parlare, a cui certe cose non le posso raccontare perché ho l'assoluta certezza che non verrebbero capite, né accettate, ma anzi probabilmente giudicate, rifiutate... e io verrei etichettata, ben che vada, come "quella strana" (sempre ammesso che non sia già successo in tutti questi anni).
che tristezza. che posto triste e meschino che è l'italia.

PS: lo so, siete italiani e di una persona che è stata ad amsterdam volete sapere solo una cosa, quindi ve lo dirò: sì, sono stata in un coffee shop. una volta sola, e l'esperienza mi ha fatto SCHIFO. contenti?

martedì 20 luglio 2010

ray bradbury, fahrenheit 451

avevo scelto questo libro per il viaggio: dubito avrò molto tempo per leggere, ma di solito quando parto, se non mi porto dietro un libro, finisco per pentirmene.
ebbene, non me lo porterò, perché nel frattempo per curiosità ho iniziato a leggerlo, e l'ho finito nel giro di poche ore. ok, va detto che non è esattamente lungo, ciò non toglie che mi abbia presa parecchio.
la prima cosa a colpirmi (con tutti i limiti, anche grossini, della traduzione italiana, ahimè) è stato l'uso della parola per creare immagini e sensazioni: le prime pagine in particolare sono più che altro suggestive; ma in effetti anche se ti cattura, tutto un libro così potrebbe essere difficile da reggere, e più che altro racconterebbe poco; le "immagini" infatti mano a mano lasciano spazio alla narrazione vera e propria, facendo "uscire fuori" la storia.
e che storia.
451 gradi fahrenheit è la temperatura a cui brucia la carta.
il tutto si potrebbe riassumere così: nel futuro raccontato da bradbury i pompieri non domano gli incendi ma li appiccano per bruciare i libri, considerati qualcosa di malvagio e sporco, quando non inutile e sciocco, da una società in cui le persone sono guidate a vivere una non-vita, talmente ben confezionata da dare a loro stesse un'impressione di felicità, che fa in realtà da facciata ad un assoluto vuoto di idee e passioni.
già da questo si può capire quanto fahrenheit 451 sia lontano dall'essere un semplice romanzo di fantascienza... beh, no: è ancora più lontano. bradbury descrive un mondo spaventosamente simile a quello in cui viviamo oggi, in cui le tv e programmi televisivi diventano parte integrante della vita delle persone, sempre più alienate, sempre più ignoranti, sempre più "standardizzate".
non voglio farla lunga, secondo me è un libro che deve essere letto... prima che venga bruciato.
di seguito qualche estratto.

sabato 10 luglio 2010

le macine dell'esselunga sono meglio di quelle del mulino bianco.

così come la nutella tarocca della coop è infinitamente meglio di quella ferrero.
quasi chiunque, pur provandole entrambe, vi dirà che non è come l'originale, ma - secondo me - solo per abitudine a quel preciso sapore... che, per altro, a me sembra sinteticissimo, soprattutto se si fa il confronto.

vabbe', non volevo scrivere un post depresso/deprimente. tutto qui.

venerdì 25 giugno 2010

"marcia" virtuale contro la vivisezione

leggete questo articolo e poi seguite il link... o seguitelo direttamente. non vi costa niente, né in termini di tempo né di denaro, e può fare la differenza.


lunedì 14 giugno 2010

le gioie della disoccupazione

ovvero: il tempo libero per fare il cazzo che ti pare.
dio, quanto mi mancava!
mi sto rimettendo a disegnare... pian pianino, perché dopo due anni di niente la mano è arrugginita. ma cavolo, se è una gioia!!!
mi mancava, così come mi mancava il senso di soddisfazione che provo quando dopo aver tentato 100 volte di disegnare un particolare e non esserci riuscita, riesco finalmente a sbloccarmi, o quando provo a fare una cosa mai fatta prima, e... viene! mi fa sentire viva, e anche questa è una sensazione che mi manca tanto.

giovedì 10 giugno 2010

emesene currentsong con amarok 1.4

se c'è qualcuno che come me usa ubuntu, emesene e ad amarok 2 preferisce la vecchia versione (impareggiabile a mio avviso) e che, tentando di usare il plugin "currentsong" ottiene questo errore:
getStatus: Can't import dcopext or python-dcop!
spero con questo post di evitargli la snervante ricerca che ho dovuto fare io.

ovunque ho trovato questo consiglio:
sudo apt-get install python-dcop

bene, se a voi funziona, contenta per voi; nei miei repository, tutti attivi, non so per quale motivo, ma non c'è! tentando di scaricarlo e installarlo manualmente ho incontrato parecchie difficoltà e ho desistito. a giro per la rete ho trovato altre possibili soluzioni, nessuna che funzionasse per me.

l'unica cosa che ha funzionato è stato fare questo:
wget http://ubuntu-blog.com/wp-content/uploads/2009/11/Amarok.py && sudo cp Amarok.py /usr/share/emesene/plugins_base/currentSong/ (fonte)
dopodiché riavviare emesene.
problema risolto in un secondo.

quel post non è stato facile da trovare, motivo per cui posto questo mio, nella speranza di essere d'aiuto a chi ha lo stesso problema.
enjoy!

mercoledì 26 maggio 2010

anche rs1

c'è una cosa che gli mp3 non potranno mai dare: i booklet. le stronzate (spesso) e le cose in più che fanno meglio apprezzare un album (un pochino più raramente a dire il vero) le trovi solo lì, e sono impagabili (soprattutto le stronzate, ammettiamolo).

tutto per dire che anche se penso che in generale abbiano fatto di meglio, oggi mi sono presa road salt one in edizione limitata, un liscissssimo digipack, quasi vellutato.

boh, è bello anche vedere il lavoro che c'è nel modo in cui si decide di confezionare un certo prodotto... lo completa in un certo senso. insomma, rs1 è bellino anche da vedere e toccare.

sabato 22 maggio 2010

vetriolo, il regalo di una (presto ex) commessa

...ovvero un po' di cose che i clienti dei negozi dovrebbero sapere.

1) chi non ha mai fatto questo lavoro non sa cosa voglia dire. se in un negozio vedete una commessa allegra e felice, probabilmente è alla prima esperienza, in alternativa si tratta di una santa, veneratela.

2) gli scontrini non sono pesanti. prendeteli e portateveli via, cazzo.

3) la gente che aspetta fuori da un negozio chiuso è odiosa.

4) quella che oltretutto cerca di sfondare la porta, pur di entrare in un negozio
chiuso, e magari, non riuscendoci, da fuori rompe anche i coglioni a chi sta lavorando dentro, è proprio da uccidere.

5) tanto per chiarire, un negozio con le luci spente, anche se c'è qualcuno dentro, è chiuso. non ci dovrebbe volere un QI particolarmente elevato per capirlo (e invece...).

6) prima di entrare in un negozio all'ora di pranzo o di cena, fate il favore di controllare il cazzo di orario che è scritto fuori, e se mancano 5-10 minuti all'ora di chiusura e non avete intenzione di prendere-pagare-andare, ARIA, levatevi dai coglioni. mettetevi in testa che anche chi ci lavora, esattamente come voi, ha la propria vita e le proprie esigenze (nonchè quello strano vizio di nutrirsi all'ora di pranzo e all'ora di cena), e con ogni probabilità gli state facendo perdere un sacco di tempo per delle cazzate.

7) nel dubbio, meglio chiedere (a meno che non sia la classica domanda "posso dare un'occhiata?", che è la più stuipida e inutile che si possa sentire). per favore non prendete iniziative!

8) se fate delle domande, ascoltate la risposta per cortesia, invece di interrompere facendo altre domande a cui, se steste ascoltando, scoprireste vi si sta già rispondendo.

9) se una commessa sembra sfavata o scorbutica molto probabilmente è perchè ha avuto tutto il giorno a che fare con rompicoglioni e teste di cazzo. girerebbero le palle anche a voi. tenetelo a mente.

10) se avete intenzione di spendere poco o addirittura nulla, abbiate almeno la grazia di non bacare la fava.

11) se in un negozio, a qualsiasi ora, ogni giorno, vedete sempre la stessa persona, sappiate che per quanto gentilmente vi possa rispondere, se le chiedete se il negozio fa orario continuato, è aperto il lunedì mattina, o addirittura la domenica, il primo fortissimo istinto che avrà sarà sempre quello di sputarvi in un occhio. e avrà ragione.

12) per cortesia, lavatevi. e le scoregge fuori.

13) se entrate in un negozio bevendo o mangiando, probabilmente nessuno vi dice niente, ma sappiate che c'è una persona lì vicino che vi vuole uccidere.

14) i bambini si lasciano a casa. sempre. non possiamo mettere un cartello "io qui non posso entrare" come per i cani (che al contrario spesso non danno fastidio alcuno), ma lo faremmo molto volentieri.

15) uomini, il fatto che la commessa sia gentile con voi non vuol dire automaticamente che sia disposta a darvela. sta solo facendo il suo lavoro, e magari se fate parecchio gli splendidi le date pure fastidio. piccola puntualizzazione off topic: in linea di massima, a prescindere dal lavoro e dal fatto che possa essere vero o meno, se una tizia vi dice che ha il ragazzo / fidanzato / marito / òmo, di base non vi vuole trai coglioni. inutile insistere. se insistete non siete simpatici, state rompendo il cazzo. capitelo.

16) la roba in vetrina non si tocca. mai.

17) non stateci appiccicati/e al culo. a voi piace quando la gente vi sta appiccicata al culo? a nessuno piace che la gente stia appiccicata al culo.

18) mi spiegate alle 8 di mattina o alle 9 e mezzo di sera, chi cazzo vi aspettate che risponda al telefono di un negozio? ma pensate che si viva là dentro? che si sia un tutt'uno col posto di lavoro? ...sì, vero?

19) più fate veloce, più verrete amati.

20) se ci chiedete se abbiamo una determinata cosa e vi diciamo che non c'è, cercate di capire che non è che se insistete a sciorinare dettagli sull'oggetto in questione esso comparirà magicamente. se non c'è, continua a non esserci. e voi rischiate la decapitazione.

21) chi chiede lo sconto viene odiato. senza possibilità d'appello. che poi, perchè lo chiedete solo nei negozi? al supermercato lo chiedete, lo sconto? lì pagate anche le buste di plastica e zitti. noi buste ben più costose ve le diamo gratis e ci dobbiamo anche sorbire le vostre lamentele sui prezzi. ma andate in culo!

22) spendete 1 euro e lo volete pagare con una banconota da 50, di prima mattina. vi siete bevuti il cervello? ci avete scambiati per banche? quanto pensate che si possa tenere di cassa, dieci miliardi?

23) contrariamente a quanto possiate pensare, non sempre abbiamo bisogno delle vostre monetine. se volete farci un piacere, chiedeteci se ci servono e ascoltate la risposta.

24) non solo dei cazzi vostri, e questo vale soprattutto nei negozi piccoli, non ce ne frega niente, ma avere intorno una persona che bercia al telefono è anche parecchio fastidioso. vi sembra strano?

in definitiva comunque, tutte queste cose si potrebbero riassumere con un'unica frase:

0) quella che avete davanti è una persona. rispettatela.

e con questo, tra 10 giorni lascio questo "splendido" lavoro, che mi ha regalato vagonate di stress e rubato troppe ore di vita.
rimpiangerò due o tre persone, alle altre lascio un caloroso vaffanculo.

PS: potrei scrivere altrettanto, se non di più, entrando nello specifico e parlando di un negozio di perline.

uhmmm

...continuando ad ascoltarlo però devo dire che c'è qualche pezzo di road salt one che mi convince pochino.
vabbe', sono comunque i pain of salvation, merda non è.

mercoledì 19 maggio 2010

inizio di settimana musicalmente orgasmico

se la scorsa settimana è finita con un evento tragico quale la scomparsa di ronnie james dio, seppur sia magra come consolazione, questa è partita in maniera più che piacevole:

lunedì 17 maggio: transatlantic a milano, graditissimo regalo di mio cuggino mio cuggino! purtroppo siamo arrivati a concerto iniziato: un paio di pezzi e hanno fatto pausa, ma c'è da dire che quelli son delle bestie e sono andati avanti per parecchio anche dopo! mi aspettavo molti più pezzi dal nuovo cd, ma forse li avevano fatti prima: l'ultimo l'ho sentito proprio prima del "break", poi tutti pezzi da altri loro cd, più famosi.
fantastico neal morse, con ogni strumento su cui mettesse le mani, veramente un grande artista! portnoy... beh, faceva le sue portnoyate, compreso un tentativo di suonare il basso :P
bello anche il breve omaggio a ronnie james dio durante il lunghissimo (per nostra gioia) encore... più che dovuto, direi.

martedì 18, cioè oggi, è anche uscito in italia road salt one, il nuovo cd dei pain of salvation, che ho finito di ascoltare adesso. ebbene, linoleum, come ep, mi aveva lasciata un pelino perplessa, ma devo dire che questo album non delude, assolutamente! e questo pur non somigliando a nessuno dei precedenti... ho sempre pensato che questa sia una delle cose che caratterizzano i grandi gruppi: la capacità di crescere, esplorare diverse direzioni, non fossilizzarsi su un genere, o su un tipo di stile che può aver avuto particolare successo.
tanto per dirne una, è carino sentire come gildenlow e soci riprendano, tra le altre cose, alcune sonorità tipiche del rock "classico" degli anni '70, e le plasmino secondo il loro modo di fare musica.
sono rimasta in particolare colpita da "sisters", ma raccomando di ascoltare tutto il cd, vale la pena. per quel che mi riguarda, sarà un piacere prendermi del tempo ascoltarlo meglio!

martedì 18 maggio 2010

R.I.P. ronnie james DIO

ronnie james dio, un uomo che ha segnato la storia della musica, una voce come poche altre.
addio, e grazie.

sabato 8 maggio 2010

martedì 4 maggio 2010

sabato 17 aprile 2010

richard p. feynman, sei pezzi facili

oddiomàmma, e questi sono quelli facili?
la prima parte del libro, o meglio delle lezioni di fisica di feynman, è molto divulgativa, all'inizio mi era sembrata pure "troppo"... povera sciocchina! leggere il libro diventa mano a mano più complicato, soprattutto se come me non si hanno determinate basi (ho fatto il classico e ho pure studiato pochissimo, le materie scientifiche poi, quasi per niente). io ho avuto bisogno di una mano.
ciò non toglie che sia una lettura fantastica, affascinante, interessantissima, e anche molto scorrevole, tutto considerato... insomma, se poi mi sono comprata anche i "sei pezzi meno facili" un motivo ci sarà. ...anche se non so nemmeno se sarò mai in grado di leggerlo.

douglas a. anderson, tales before tolkien

si tratta di una raccolta di racconti che hanno o si pensa possano aver influenzato tolkien.
ce ne sono alcuni il cui valore secondo me è abbastanza discutibile, ed altri veramente bellissimi, ma in generale la media è abbastanza alta.
una lettura molto piacevole.

isaac asimov, nemesis

a volte mi chiedo cosa mi ostino a fare a recensire i libri di asimov, visto che alla fine sono ripetitiva. m'è piaciuto pure questo, guarda un po'!
c'è poca azione, e so che qualcuno lo ha trovato "lento"... mah, a me non è parso proprio che questi problemi si ponessero, infatti ci avrò messo sì e no il solito giorno e mezzo a leggerlo; ma bisogna dire che si tratta di un genere e di un autore che incontrano molto facilmente il mio gusto.
l'ho trovata una storia molto dolce, è una lettura che sicuramente consiglio.

venerdì 16 aprile 2010

isaac asimov, abissi d'acciaio

beh, indubbiamente un bel libro!
asimov descrive in questo romanzo la terra come un pianeta sovrappopolato, in cui uomini e donne vivono a stretto contatto gli uni con gli altri nelle città, che altro non sono diventate che claustrofobiche megalopoli in cui ogni centimetro di spazio è prezioso, il cielo e l'aria aperta sono quasi sconosciuti, più simili ad alveari che a vere e proprie città, e nelle quali la vita è organizzata in una specie di catena continua.
la storia gira intorno all'investigazione su un omicidio, condotta da una coppia insolita: il terrestre elijah baley affiancato da un robot, r. daneel olivaw, ma quello che affascina è la descrizione del "conflitto" e le differenze tra cervello umano e cervello positronico, nonché la psicologia dei personaggi, il tuitto descritto e caratterizzato da asimov in maniera a dir poco sublime.
devo aggiungere che mi è piaciuto o si capisce ugualmente?

angelo mojetta, il pianeta azzurro

un libro che fa scoprire un mondo meraviglioso: il nostro, e più nello specifico la parte che difatto probabilmente conosciamo meno: i mari e gli oceani; come si sono formati, come si comportano, la vita che nascondono, come e perché interessarsene ed averne cura.
bello! so che è il primo di una serie di libri dedicati al mare, sono curiosa di leggere gli altri.

martedì 13 aprile 2010

secondomé

gli ABBA sono nati per rendere il mondo un posto più vivibile.
voglio più ABBA nella mia vita!

sabato 3 aprile 2010

twilight

ok, ne parlano tutti, tutti l'hanno letto oppure visto, c'è chi lo ama e chi lo odia.
stanca di non poter dire la mia, mi sono decisa quantomeno a provare a guardare il film.

...

madonna che cagata.


va detto che partivo prevenuta, eh...

ma è una cagata uguale.
sotto più o meno ogni punto di vista.


tanto per dirne una, diamo uno sguardo al primo incontro dei due mentecatti: lei arriva, è sotto vento, lui sente il suo odore, subito ha i conati di vomito. BOIA CHE ROMANTICO!

...ma veramente le ragazzine si sbrodolano per sta roba?!

lunedì 29 marzo 2010

taste of sand - wolverine



I'll be here, waiting for the hours to pass
Watching the days I crave slip through my hands
Caught in here, locked in while my foes raise the glass
Smiling as my empty glass fills up with sand
Wait... don't run from me...
Wait... show yourself to me...
All I am slowly dies within this cold cell
Guilty of a crime made up, the jury was me
Help... you fade from me...
Help... can you throw me the key?
Why... can't I leave? Tell me...
Why... do I lock myself in?
I drink the sand I though I would walk
And all I ever dreamt dies in a desert
Slowly fading... slowly fading...
Caught in a grim world where dreams turn to sand
Everything dies under the sun at noon
Then the dark of evening buries the remains in its tomb
Help... I fade from you...
Help... can you reach me your hand?
Though I drink the sand of indifference
Hope still remains like a vague smell of rain
I drink the sand I thought I would walk
And ll I ever dreamt dies in a desert
Slowly fading... slowly fading...
I drink the sand I though I would walk
And all I ever dreamt dies in a desert
Slowly fading... slowly fading... 

perfetta, semplicemente perfetta. niente di più adatto.
che gruppo straordinario.

giovedì 18 marzo 2010

empty, fragile, weak

direi che oggi non fa una piega. precisa precisa.
btw che si fa, si torna a non dormire?
domande, domande, domande...
parole, parole, parole?
...
bah
e si va avanti come sempre.
per conto proprio.
che giornata del cazzo, veramente



The unsaid tone of weak despair
fail to resonate
frayed ends of our binding
threads will disintegrate

By laws our physiques state
failure to communicate
none too sentient hear no,
see no works its magic against all function
ongoing choices the trials will end
filter the nonsense and laugh at what's left
indecision/nonvision
matters taken away

Look at the shell that is you
Empty, fragile, weak
Soon the battle is over
Lost to apathy

So overcome with pointless tears
to test pain receptors
nothing matters ever here
put up a nonreaction
these eyes will never see
covered up from reality

The unknown world that you deny
no priority
cannot fail if you never start
how predictable
i want to know where did it end
for madness to start
always the skeptic and never be part
introvertive/nondescriptive
it matters not
not

martedì 16 marzo 2010

prove tecniche

mi sono messa in testa di cambiare template, e più che altro di farmelo da sola, quindi nei prossimi giorni il blog cambierà spesso faccia.
chi passa di qui non faccia caso agli abomini che tirerò fuori nel tentativo.

lunedì 15 marzo 2010

richard a. lupoff, la sabbia che viveva

bella sorpresina questo piccolo urania, breve, veloce, e molto originale. bellino anche il racconto che lo segue nello stesso volume.
se riuscite a trovarlo, ve lo consiglio.

desmond morris, noi e gli animali

che dire, l'ho letteralmente bevuto.
in questo libro morris parla dei vari aspetti del rapporto tra uomo e animale, come si è evoluto (o involuto) nel corso della storia, di come nel bene e nel male si è modificato, dei pregi e dei difetti di questo "contratto"; e in questa maniera far capire qualcosa alla "scimmia nuda" su come dovrebbe comportarsi nei confronti degli altri animali.
per come la vedo io, libri come questo dovrebbero essere letti da tutti.

venerdì 12 marzo 2010

357 magnum pt. II - non lo faccio per voi, lo faccio per me.

i primi tempi mi allarmavo un pochino, ma è diventato presto normale vedere persone, donne e uomini, entrare nel negozio e dirigersi spedita verso di me infilando le mani in una qualche tasca con l'intento di tirarne fuori qualcosa: una "collanina", un "braccialettino", un "ciondolino" e via dicendo. tutta roba da accomodare, o a cui mettere "un nastrino", da disfare e rifare "perché così non mi piace e pensavo di alternarci qualcosa, lei cosa ci metterebbe?", domanda a cui per altro risponderei sempre volentieri con un cazzotto nei denti.
quindi quando st'omino brutto è entrato dirigendosi a passo svelto verso il bancone, salutando (mah) mentre con una mano iniziava a razzolare in una tasca, mi sono solo innervosita perché immaginavo sarebbe stata la solita seccatura di quel tipo, e non mi sono neanche accorta subito della pistola.
 - "è una rapina".

me l'ha dovuto ripetere, perché mi ero completamente bloccata: la prima reazione è stata pensare che non fosse vero e fosse uno scherzo. ma il suo sguardo era terribilmente serio.
non me l'aspettavo, non sapevo cosa fare: per un attimo ho anche voluto provare a capire se la pistola era vera oppure no, pensando che magari avrei potuto reagire in qualche modo. poi mentre me la agitava davanti è stato un attimo pensare che eccezion fatta per quelle di plastica, probabilmente non sarei neanche in grado di notare la differenza tra una pistola vera e una finta. di sicuro non in quella situazione. poi avevamo incassato solo 13.60 in tutta la mattina, in pratica c'era solo la cassa.

 - "alza sotto" (l'aggeggio dove si tengono le banconote.. chissà che sperava di trovarci)

 - madonna quanto puzza quest'omino. stavo raccogliendo le monete perché se le prendesse e se ne andasse. che razza di pensieri vengono in mente...
per un attimo avevo anche pensato di chiedergli se voleva un sacchetto. che pensieri, davvero.   
 - ma si fotta, se non gli entrano in tasca cazzi suoi.

che poi chiaramente anche ci fossero stati 2000 euro glieli avrei dati lo stesso, forse ci avrei pensato giusto una frazione di secondo in più, ma voglio dire... chi se ne frega. nemmeno son soldi miei. e poi son soldi, mica roba seria.
lì per lì ho pensato solo che era stato coglione a venire da me perché in pratica non avevo quasi nulla.
e speravo con tutta me stessa che una volta presi i soldi si limitasse ad andarsene, senza neanche agitarmi più quella cazzo di pistola davanti.

 - "non uscire"
 - uscire? e per fare che? rincorrerti? gridare così magari spari a qualcuno? faccia di merda, io da questo negozio non esco più finché non ho la certezza che tu sia sparito dalla faccia della terra!

cuore impazzito, chiamo il capo, non so cosa fare. mi dice di andare a casa, spengo le luci, chiudo il negozio, ma ho ancora troppa paura per uscire. e se lo becco per strada? che faccio, spero che non mi riconosca?

il figlio del biciclettaio guarda, dall'altra parte della strada.
mi copro il viso con le mani, puzzano ancora di somatoline, nonostante le abbia lavate diverse volte. non voglio uscire.
poi il capo richiama, mi dice di rimanere dentro perché stanno arrivando i carabinieri e che torna pure lui.

dopo poco arrivano, sono due, poi arriva anche un terzo, e anche se ci sono loro, anche se mi hanno detto che lo hanno preso, io comunque non mi sento tranquilla a lasciare la porta del negozio aperta.
il ragazzo che lo ha preso è teso, nervoso. s'è cacato in mano pure lui, mi conferma il suo collega. anche quando, qualche ora più tardi, dopo denuncia, riconoscimento e tutto, me ne sono andata, ho pensato che non fosse tranquillo per un cazzo. la pistola era vera.
li guardo e mi dico: che razza di lavoro... e io che mi lamento.
quello che guidava, quello arrivato per ultimo, si comportava come se non esistessi. gli altri due erano molto gentili.
mi dicono che ora se ne va in galera, chiedo loro se ci resta e mi rispondono che non dipende da loro. grazie al cazzo.
mi chiedo se non corra dei rischi a fare il riconoscimento, visto che passo le mie giornate lì, ed evidentemente può entrare chiunque con comodo. mi dicono che queste cose succedono solo nei film, che un negozio come quello non interessa... rispondo che era quello che pensavo anche io fino a pochi minuti prima. poi mica mi preoccupo per il negozio, io.
dopo un po' arriva anche il mio capo, ride e scherza come sempre. beato lui.

al comando dei carabinieri ho avuto la "gioia" di sapere che il tizio non si sarebbe fatto grossi problemi a sparare. e per cosa? per soldi che ha e avrebbe presumibilmente sputtanato, in gran parte in gratta e vinci e roba del genere.
e si sono premurati anche di farmi sapere che buchi erano in grado di fare quei proiettili.

vabbe', è inutile che tenti di andare avanti, non trovo il tempo, è tre giorni che ho questo post tra le bozze, non lo finirò mai.
fatto sta che quando mercoledì è entrato un altro omino razzolando in una tasca mi sono spaventata, e che mi fa girare il cazzo che dopo quello che è successo il mio capo sia in grado solo di chiedermi se ho capito come funzionano le vendite su ebay, quando io continuo ad avere fissa in testa l'immagine di quel tizio che mi agita davanti la pistola appoggiandosi al bancone, e il suono delle sue poche parole nel suo cazzo di negozio.

scrivere queste cose mi serviva per scaricare un po' il cervello, come sempre, non per raccontare qualcosa a qualcuno (anche perchè altrimenti non avrei scritto qui dove non passa quasi nessuno).
anzi, di questa storia se possibile non voglio neanche parlare.

martedì 9 marzo 2010

357 magnum

siccome era un periodo troppo tranquillo, oggi mi è piombato in negozio un rapinatore. con una pistola. vera. carica. puntata su di me.

mezz'ora dopo i carabinieri, che gli stavano dietro da 24 ore, lo hanno preso (capito italiani? visto che vi piace tanto lamentarvi per qualsiasi cosa).
per fortuna, altrimenti adesso non avrei il cuore di mettere il naso fuori di casa.
non leggeranno mai, ma li ringrazio ancora.
quello stronzo là non si sarebbe fatto nessun problema a sparare, a me e alle altre persone che ha rapinato, così come a loro. l'ha detto lui.
che razza di lavoro, che fanno.

in tutto questo ora mi chiedo: qual è la prossima? che altro mi deve succedere?

lunedì 8 marzo 2010

mortalità

abbiamo tutti, chi più chi meno, paura della morte, no?
ma perché moriamo?
da sempre della morte si ha tanta paura, in tutti i modi si cerca di allontanarla: dalla mente, pensiero, dal corpo, e via dicendo. la ricerca medica va avanti e la vita media si allunga, poi si mescolano creme e cremine per distendere le rughe e apparire meno vicini all'aldilà, e perché non farsi qualche iniezioncina, qualche tiraggino? un taglia e cuci per cui certi medici ormai ricordano in maniera sinistra dei sarti. con tutto il rispetto per i sarti, che continuano a sembrare sarti, grazie al cielo.
tutto questo perché sappiamo che la morte è inevitabile, e cercare appunto di allontanarla è l'unica cosa che è in nostro potere fare. di conseguenza nessuno sembra dare troppo peso ad una domanda come la mia precedente.
perché moriamo?
oh beh.
e se morissimo per il puro e semplice fatto che ce lo meritiamo?
più ci penso, e più quest'idea mi sembra sempre meno pisciata fuori dal vaso. io sicuramente oggi ho infastidito un sacco di persone, dentro e fuori dal negozio. alcune le ho trattate peggio di come meritassero e lo so. altre neanche lo so. ma a mia volta oggi ho avuto a che fare con un sacco di gente a cui avrei fracassato molto volentieri la testa: per il tempo che mi ha fatto perdere, per i nervi che mi ha fatto venire, per avermi disturbato quando proprio non doveva, e via dicendo. e questo succede ogni giorno: ogni giorno mi capita di pensare a quanto sarebbe più bella la mia vita se determinate persone non esistessero o smettessero di esistere; e probabilmente c'è chi pensa lo stesso di me e ha ragione, così come ce l'ho io (anche se io neanche mi sono mai sognata di rompere il cazzo al prossimo come certa gente lo fa con me... vedi la "puzzona").
per non parlare poi dei danni che quasi ogni nostro gesto quotidiano porta all'ambiente...

vabbe'.
pensieri senza senso del lunedì sera.
buon restodellasettimana a chi è arrivato a leggere fin qui.

lunedì 1 marzo 2010

cx

rivederti finalmente sorridere di cuore non ha prezzo!

sabato 20 febbraio 2010

philip k. dick, ma gli androidi sognano pecore elettriche?

bello, bello, bello.
non so nemmeno cosa dire, mi è piaciuto moltissimo.
c'entra poco col film, anzi direi che son due storie completamente diverse, e forse è meglio così. mi è capitata delle volte, vedendo un film tratto da un libro e leggendo il libro stesso in un secondo tempo, una cosa abbastanza antipatica: le immagini, i volti del film si sostituivano alla mia immaginazione, alla mia fantasia. in questo caso non è successo quasi per niente, fatta eccezione per qualche piccolo dettaglio, cosa di cui sono molto contenta, perché così non mi è stata tolta la gioia di leggere un libro.
bella la caratterizzazione sia di androidi che umani, bella la storia, fantastico il modo in cui tutto viene trattato.
consigliato.

william gibson, monna lisa cyberpunk

mi è piaciuto poco.
meglio di american acropolis, ma più o meno, per quel che mi riguarda, siamo lì.
come partenza è abbastanza pesante, nonostante e forse a causa dei continui cambi di soggetto / punto di vista; solo da metà ho sentito cambiare il ritmo, ma probabilmente solo perché la storia iniziava a prendere forma.
comunque di gibson è questo, che a quanto pare, non mi piace: come viene trattata la storia. stavolta c'è, mi sembra, ma onestamente non sono riuscita a seguirla e a capire quale effettivamente sia. non dico che non possa essere una pecca mia, intendiamoci.
la storia ha quasi un ruolo secondario, l'autore mi sembra troppo innamorato dei suoi mondi, sembra voler raccontare più quelli che una vera e propria storia, che di conseguenza rimane schiacciata e soffocata dall'ambientazione.
in poche parole: carino, tutto cyberpunkoso, ma raccontami qualcosa!
mi sa che con gibson chiudo qui.

lunedì 15 febbraio 2010

gh

penso che il mio capo dovrebbe chiedersi quanto abbia risparmiato di assistenza informatica, assumendo me.

sabato 13 febbraio 2010

RIP

stamattina sono stata svegliata dalla radio che annunciava questa notizia.

è morto alexander mcqueen.

quasi per caso ho appena trovato un'immagine con le creazioni grazie alle quali l'ho conosciuto e imparato a stimare come artista. sarà poco, quasi niente, ma voglio ricordarlo così.

 

addio.

martedì 9 febbraio 2010

tim severin, vendetta del vichingo

prima di parlare di questo libro voglio fare una piccola premessa: benchè in questo momento li stia preferendo a letture più impegnate, di norma non amo particolarmente i romanzi. come si può capire dai miei archivi, e come dico spesso, i romanzi mi piacciono se hanno una storia che "spacca i culi" e se sono dominati dal "fantastico". i miei autori preferiti, per dire, sono gaiman e asimov.
detto questo, "la vendetta del vichingo" è un romanzo che non ha una storia che "spacca i culi"; la storia in sè non è notevole, ma non è neanche un porcaio immondo come "i pilastri della terra". devo dire però che mi è piaciuto, per via della deliziosa ricostruzione storica, piacevole e non sterile, anzi frutto evidente di una grande passione; per come viene descritto lo "scontro" tra vecchia e nuova religione, e per come vengono trattati i momenti di spiritualità del protagonista.
promosso!

mercoledì 27 gennaio 2010

e tanti auguri...

...a quell'essere meraviglioso che mi ha sconvolta e continua a farlo.

sabato 23 gennaio 2010

francesco dimitri, pan

piacevolissima sorpresa, questo libro.
dimitri sicuramente adora neil gaiman, è più che evidente. tuttavia pan non è un tentativo fallito di emulare l'autore inglese. è scritto bene, ha un bel ritmo, e una gran bella storia.
ci sono le strade di roma, pirati, fate, dèi, bambini ben poco innocenti (come del resto i bambini sono, per loro natura. dire il contrario è volersi dimenticare di come eravamo da piccoli... innocenti un cazzo), sogni, sognatori e gente che al sogno ha rinunciato, meraviglia e grigiore che avanza, violenza e lussuria.
..e, cosa che ho apprezzato seppur idiota, un monte di nerdate :D
sì, insomma, m'è piaciuto e anche parecchio! ringrazio ale che me lo ha consigliato, e a mia volta invito chiunque passi di qui a farci un pensierino.

chi alla meraviglia chiude gli occhi, di morte sente tredici rintocchi.


se il mondo reale è così buio, tanto vale inventarne altri.

venerdì 22 gennaio 2010

che bellezza...

...essersi finalmente liberati di live space!
ma soprattutto essere riuscita a riportare tutti i vecchi post qui, con tanto di commenti. c'è voluta quasi una settimana, ma ne è valsa sicuramente la pena.
il template è provvisorio, e ci sono ancora cose da mettere a posto. col tempo si fa tutto.

martedì 19 gennaio 2010

here i go again

btw, questa era la canzone di oggi (ieri). è stata la canzone di moltissimi giorni passati, e di questo passo sarà quella di molti giorni a venire.



I dont know where Im going
But, I sure know where Ive been
Hanging on the promises
In songs of yesterday
An Ive made up my mind,
I aint wasting no more time
But, here I go again
Here I go again

Tho I keep searching for an answer,
I never seem to find what Im looking for
Oh lord, I pray
You give me strength to carry on,
cos I know what it means
To walk along the lonely street of dreams

An here I go again on my own
Goin down the only road Ive ever known,
Like a hobo* I was born to walk alone
An Ive made up my mind
I aint wasting no more time

Im just another heart in need of rescue,
Waiting on loves sweet charity
An Im gonna hold on
For the rest of my days,
cos I know what it means
To walk along the lonely street of dreams

An here I go again on my own
Goin down the only road Ive ever known,
Like a hobo* I was born to walk alone
An Ive made up my mind
I aint wasting no more time

But, here I go again,
Here I go again,
Here I go again,
Here I go...

An Ive made up my mind,
I aint wasting no more time

An here I go again on my own
Goin down the only road Ive ever known,
Like a hobo I was born to walk alone
cos I know what it means
To walk along the lonely street of dreams

An here I go again on my own
Goin down the only road Ive ever known,
Like a hobo I was born to walk alone
An Ive made up my mind
I aint wasting no more time...

But, here I go again,
Here I go again,
Here I go again,
Here I go,
Here I go again...

sabato 16 gennaio 2010

(seguito del pensiero di prima)

...è vero che è un rischio, ma quant'è bello, poi, rendersi conto di aver scelto bene? ci si è messi a nudo di fronte a qualcuno disposto ad accettarci per ciò che siamo, disposto a capire, ma non solo: qualcuno che ne ha anche voglia. a quel punto scoprirsi diventa come una droga: ogni conversazione è troppo breve, ogni contatto sembra non durare più di un minuto, si vorrebbe dire di più, e di più, sempre di più, spiegare, per condividere, ogni pensiero, ogni moto dell'anima.







oh, sì. ti amo.

bah

ora mi sento un po' stupida.

vediamo di ragionarci un attimo.
senti che con una persona puoi metterti a nudo, e bene, se te lo permette lo fai. io lo faccio. poco per volta, magari, prudentemente. e di sicuro non con chiunque.
ti metti a nudo, e così palesi anche le tue debolezze. è inevitabile, ed anzi, in un certo senso è anche una dimostrazione di fiducia: "guarda, magari me ne vergogno, ma sono anche questo". e a quel punto puoi solo sperare, perchè le difese sono crollate, le hai fatte a pezzi tu.
("ti sto permettendo di farmi del male. ti prego, non approfittarne").
andiamo avanti chiedendo di essere amati... sarebbe il caso di rendersene conto.

martedì 12 gennaio 2010

space-dye vest





Falling through pages of martens on angels
Feeling my heart pull west
I saw the future dressed as a stranger
Love in a space-dye vest

Love is an act of blood and I'm bleeding
A pool in the shape of a heart
Beauty projection in the reflection
Always the worst way to start

"but he's the sort who can't know
Anyone intimately, least of all a
Woman. he doesn't know what a woman
Is. he wants you for a possession,
Something to look at like a painting or an ivory box.
Something to own and to display. he doesn't want you to be real,
Or to think or to live. he doesn't love you, but I love you.
I want you to have your own thoughts and ideas and feelings, even when
I hold you in my arms. it's our last chance... it's our last chance..."

Now that you're gone I'm trying to take it
Learning to swallow the rage
Found a new girl I think we can make it
As long as she stays on the page

This is not how I want it to end
And I'll never be open again

"...i was gonna move out...ummm...get,
Get a job, get my own place, ummm,
But... I go into the mall where i
Want to work and they tell me, i'm,
I was too young..."

"some people, gave advice before,
About facing the facts, about
Facing reality. and this is, this
Without a doubt, is his biggest
Challenge ever. he's going to have to face it.
You're gonna have to try, he's gonna to have to try and,
Uh, and, and, and get some help here. I mean no one can
Say they know how he feels."

"that, so they say that, in ya know
Like, houston or something, you'd
Say it's a hundred and eighty degrees,
But it's a dry heat
. in houston they say that?
Oh, maybe not. I'm all mixed up.
Dry until they hit the swimming pool."

"...i get up with the sun... listen.
You have your own room to sleep in,
I don't care what you do. I don't
Care when. that door gets locked,
That door gets locked at night by nine o'clock.
If you're not in this house by nine o'clock, then you'd better find some
Place to sleep. because you're not going to be a bum in this house.
Supper is ready..."

There's no one to take my blame
If they wanted to
There's nothing to keep me sane
And it's all the same to you
There's nowhere to set my aim
So I'm everywhere
Never come near me again
Do you really think I need you

I'll never be open again, I could never be open again.
I'll never be open again, I could never be open again.

And I'll smile and I'll learn to pretend
And I'll never be open again
And I'll have no more dreams to defend
And I'll never be open again

domenica 10 gennaio 2010

day to end


waiting for the day to end
though silence came too late
turn my eyes inside
close the lids
deny the world to enter

'cause I'm turning the desires down
again rose the monstrous
of hours in between
taint the thought
the trauma born inside

all the thoughts that you defined
tread the light again
take the pain away
feels as though
time as tears
never seem to end

'cause I'm turning the desires down
again rose the monstrous
of hours in between
taint the thought
the trauma born inside

as I hold you and I try to make sure
these treasures that I hide
these treasures that I hide

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